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L’altra sera un mio amico mi ha scritto proprio così. Gli ho chiesto come stava e mi ha risposto ‘vivo il presente senza pensare troppo, ma tenere gli occhi sul presente a lungo andare rischia di farti abbassare lo sguardo’.

Mi rendo conto che in molte situazioni questo è stato un mio errore. L’adrenalina, la felicità del progetto (di vita, lavorativo) a lungo raggio ti fa sperare, guardare oltre, sopportare, perseverare. Vivere il presente è giustissimo perché, se è vero quanto mi ha detto questo mio amico, è pur vero che chi rischia di essere troppo proiettato a ciò che sarà, al progetto, al divenire non si gode il presente. Una vita vissuta attendendo di vivere ciò che vivrai, che vita è?

Eppure anche io sono scivolata e uno dei miei più grandi fallimenti nasce proprio da qui: si respirava futuro, a un certo punto c’era solo la pesantezza del presente, poi solo le cicatrici del passato.
Tenere gli occhi sul presente a volte ti aiuta a non sbandare perché, diciamo la verità, alzare lo sguardo, dopo troppo tempo che tieni la testa china ti fa girare la testa, ti fa paura o a volte va bene anche così.

Ancora domani, solo domani e poi basta.
È finito il tempo di tenere gli occhi sul presente: è arrivato il momento di alzare lo sguardo verso un orizzonte che da troppo tempo non ammiro.
Su la testa!

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