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Paralimpiadi, gli eventi che mi hanno fatto ragionare:

evento 1) il 29 agosto si aprono le Paralimpiadi, mi connetto a Twitter e noto con mio rammarico meno commenti e meno partecipazione rispetto all’apertura delle Olimpiadi. Accendo la TV: cerco e devo arrivare fino a Rai Sport 1 per godere di quel meraviglioso spettacolo. Ma… un momento: perchè le Olimpiadi su Rai 1 e le Paralimpiadi su Rai Sport (imboscato) 1? Mi informo, navigo, guardo anche nei giorni successivi e scopro di essere fortunata! Negli USA le Paralimpiadi non le hanno nemmeno trasmesse! (Fonte: Luca Corsolini – www.chefuturo.it Londra, 28 agosto 2012) >domanda: differenziare perchè? Target? Previsioni di scarso interesse? Meno introiti? Ci ragiono.

evento 2) la grandisa presenza dei nostri atleti e il coinvolgimento emotivo che hanno saputo generare.  >domanda: coinvolgimento emotivo per chi (crediamo) sia più infelice di noi oppure stima REALE per gli sportivi? Ci ragiono.

evento 3) la chiusura delle Paralimpiadi titolate da tutti i giornali con grande stupore come “le Paralimpiadi dei record” “un grande successo di pubblico INASPETTATO“. Ma come? Mi state dicendo “non ci abbiamo creduto… e invece…” >domanda: aumenta l’interesse e quindi di conseguenza, gli interessi ad esso collegati: per quale motivo? Cosa c’era o non c’era nella precedente edizione a Pechino di così differente? Ci ragiono.

evento 4) non ho domande, solo una considerazione: il mio amico Diego e il suo modo di affrontare la vita che mi fa ragionare… capirete perchè.

I numeri

Una buona analisi parte sempre dai numeri. Ho fatto una breve e sintetica ricerca soffermandomi ad un indice basic ovvero il numero di followers e fans sui principali Social., Facebook e Twitter. Qui di seguito i dati di tre account di riferimento: http://www.london2012.com (corretto precisare che è il sito dei Giochi Olimpici, Olimpiadi e Paralimpiadi), http://www.olympic.org sito ufficiale dedicato alle Olimpiadi, http://www.paralympic.org/ParalympicGames sito ufficiale dedicato alle Paralimpiadi.

OLIMPIADI/PARALIMPIADI
Sito Internet Ufficiale http://www.london2012.com
FACEBOOK: 1.689.421 fans
FASCIA D’ETÁ con maggiore popolarità  18/24 anni

TWITTER: 1.590.568 follower

OLIMPIADI
Sito Internet Ufficiale del “Movimento Olimpico” http://www.olympic.org
FACEBOOK: 3.776.832 fans
FASCIA D’ETÁ con maggiore popolarità  18/24 anni

TWITTER: 1.760.372 follower


PARALIMPIADI:
Sito internet Ufficiale http://www.paralympic.org/ParalympicGames
FACEBOOK: 132.000 fans
FASCIA D’ETÁ con maggiore popolarità  18/34 anni

TWITTER: 39.755 follower

Le mie personali considerazioni

Alla luce di questi dati è palese lo schiacciante intersse mondiale per le Olimpiadi sulle Paralimpiadi: le prime seguite sui Social soprattutto da un pubblico molto giovane tra i 18/24 (dato da riferirsi chiaramente anche ad una predisposizione di questo target all’utilizzo di nuovi media), le seconde con un pubblico che presenta un lieve aumento dell’età media tra i 18/34. Ripercorro a questo punto a ritroso i quattro step su cui ho ragionato e cerco di darmi delle risposte.

evento 1) differenziare perchè? target? previsioni di scarso interesse? Investimenti minori?
No! La visione è ribaltata… le Paralimpiadi sono una (preziosa) nicchia di mercato!

La sera del 29 agosto mi sono proprio innervosita: mi aspettavo un coinvolgimento differente. Dopo la mia piccola analisi dati, posso però dire che comprendo un po’ di più la strategie dei vertici Rai. Attenzione: non perchè mi arrendo inesorabilmente a chi crede che questo evento sia uno spettacolo di serie B da defilare, al contrario, perchè credo che le Paralimpiadi siano diventate una Nicchia di mercato molto preziosa. Non intendo parlare di coinvolgimento emotivo, ma di marketing e business. Basta dare un occhio a questo articolo “Come e perchè le Paralimpiadi sono diventate importanti” del sito www.ilpost.it per capire di cosa stiamo parlando: 2,7 milioni di biglietti venduti (900 mila in più rispetto a Pechino 2008), incassi per il Comitato di circa 56 milioni di euro (dieci milioni in più rispetto a quello che ci si aspettava) senza considerare sponsor, gli investimenti per le strutture, gli introiti delle attività ricettive e commerciali… Un mercato diverso e quindi un mercato di nicchia che (finalmente) ha ricevuto attenzione,  dimostrando di essere a tutti gli effetti una risorsa economica e un’opportunità per molti.

evento 2) coinvolgimento emotivo per chi (crediamo) sia più infelice di noi, oppure stima REALE per gli sportivi?
Non esiste una risposta univoca se si ha a che fare con il sentiment personale, ma ciò che ho percepito è che il tipo di approccio a questo mondo è veramente cambiato…

Siamo sinceri e io sarò diretta: da sempre lo standard, lo stile di vita nel quale siamo immersi emargina ciò che è diverso, ciò che non è conforme (a cosa poi?!) e ci ricorda il dolore, le difficoltà, la malattia. Come si dice? Occhio non vede, cuore non duole. A meno che non sia una pubblicità progresso, l’utilizzo testimonials disabili è limitato. Belen è gnocca e vende, la Minetti è gnocca ma non vedente e non vende… (ma visto come sono andati gli eventi io aggiungo “per ora…”). Condivisibile o meno è la realtà. Succede però a Londra che la nazionale Paralimpica , con soli 97 atleti ha vinto 28 medaglie (13° posto nel medagliere con 9 ori, 8 argenti e 11 bronzi) tante quante la nazionale Olimpica che però ha partecipato con 300 sportivi! Ogni singolo atleta della nazionale paralimpica ha mostrato ciò che scatta in una persona quando forza, determinazione, impegno e voglia di superare degli ostacoli oggettivamente visibili si mixano insieme in un cocktail che diventa esplosivo! La percezione che ho avuto leggendo commenti sempre più numerosi, vedendo immagini sempre più condivise è che l’approccio a questo mondo è cambiato: il sentimento di pietà che forse alcuni provavano verso un disabile che (credevano) più triste e sfortunato di loro, si è trasformato in sorpresa e grande stima per grandi atleti. Tutti siamo rimasti affascinati da immagini con una forza comunicativa estrema come quella di Zanardi che alza da terra la sua bike. Tanti, grazie a immagini come queste hanno iniziato a seguire l’evento. Molti hanno deciso di manifestare questa approvazione come le 132.096 persone su FB. E questo non è un risultato da trascurare.
Sul sito dragontape.com, ho trovato un interessante post che mette a confronto due tra i video ufficiali dell’evento. Detto e visto questo vi chiedo quindi, infelici o sportivi?

(Durante la mia piccola ricerca mi sono imbattuta in questo sito Classificazione delle disabilità ai giochi Paralimpici Ve lo segnalo perchè l’ho trovato molto utile per chi, come me, era completamente digiuna di informazioni tecniche)

evento 3) aumenta l’interesse e quindi di conseguenza, gli interessi ad esso collegati: per quale motivo? Cosa c’era o non c’era 4 anni fa a Pechino di così differente?
Ditemelo voi?!  🙂

Certo cari amici, non c’eravamo noi: noi che utilizziamo i Social per lavoro, noi che li usiamo per divertirci, noi che li usiamo per informarci, noi che ne curiamo i contenuti creando ricchezza di contenuti, noi che siamo utenti, noi che condividiamo, pinniamo, noi che amiamo esprimere il like, il follow, l’add… Insomma dai, non c’erano i Social e le tecnologie ad essi collegate che ne hanno favorito la diffusione in questi ultimi anni. Sul sito Mashable, è possibile trovare una bellissima infografica del Comitato Internazionale delle Olimpiadi  dedicata proprio all’argomento, ma non nego che quando ho letto questo articolo di Giovanna Napolano su Ninjamarketing.it dal titolo Assurde Limitazioni di marketing alle Olimpiadi ho avuto qualche perplessità che tutto il movimento Social potesse effettivamente fare la differenza. Inoltre Olimpiadi e Paralimpiadi, come abbiamo visto, hanno avuto comunque un seguito differente. Mi è bastato seguire gli eventi direttamente per eliminare ogni dubbio e per condividere pienamente ciò che Luca Corsolini sul sito Che futuro! ha affermato nel bellissimo articolo Le paralimpiadi sono il futuro dove i social media-entrano in diretta tv

Il messaggio arriva dritto al bersaglio e dice: sono finiti i tempi di una società top-down, alto basso, dove valevano divieti, censure, obblighi. Oggi viviamo nell’era bottom-up, da zero a mille per tutti, dei social media che hanno ribaltato la piramide della comunicazione, e non solo quella, dando voce e spazio a chi prima non ne aveva neanche prendendo uno sgabello all’Hyde Park Corner”

Nulla di più vero. Non trovo frase migliore per sintetizzare ciò che è successo. I nostri Social hanno definitivamente modificato lo stile della comunicazione, sono arrivati dritti al cuore delle persone superando inutili veti imposti evidentemente da chi non ne conosce la potenza comunicativa, hanno saputo sostituirsi in molti casi ai notiziari ufficiali, hanno creato coinvolgimento e, forse un po’ anche senza accorgersene, hanno sensibilizzato chi era lontano dal mondo sportivo delle paralimpiadi.

evento 4) il mio amico Diego e il suo modo di affrontare la vita che mi fa ragionare…

Diego è un mio amico. Condividiamo momenti della nostra vita da relativamente poco tempo. É stato uno tra i miei primi lettori, il mio target ideale: interessato ai Social, ma senza essere un addetto ai lavori. Ho trovato quindi naturale inserirlo “fermarlo” in questo post . Ne è parte. Diego è un bellissimo ragazzo solare e positivo. Passare del tempo con lui conversando di qualsiasi argomento è veramente piacevole, è anche uno sportivo, effettivamente pratica tantissimi sport, adora le moto, uscire con gli amici, il buon cibo e il buon vino, ha una stupenda e sorridente ragazza (ciao Paola!), un lavoro come impiegato… e da circa 20 anni vive in carrozzina.

Ho parlato di Paralimpiadi, lontane, viste tramite immagini e video riportati, ma io cosa penso quando vedo e vivo Diego per me esempio vicino e reale?

  • Che non ho e non guido un quad!
  • Che ho fatto parte di una squadra di nuoto e  a differenza sua, non ho mai vinto nemmeno il premio partecipazione!
  • Che non so da che parte si tiene in mano una racchetta da tennis, figuriamoci vincere come fa lui! (in questo link ecco ad esempio cos’ha “combinato” quest’anno)
  • Che ho visto meno della metà dei posti in giro per il mondo che ha visitato lui…
  • Che mette dei vestiti per carnevale assurdi 😉
  • e tanto altro…

Ma penso anche…

  • Che diabili si nasce, ma ti può anche capitare di diventarlo: è li che esce la vera forza della vita e questo fa LA differenza
  • Che vorrei dare un briciolo della sua testardaggine e voglia di vivere a tanti rimba “normodotati” (o presunti tale)
  • Che l’ironia è il sale della vita e tante persone, a differenza sua, hanno una vita veramente insipida!
  • Che il vero problema è negli occhi di chi guarda e si auto-limita ad un giudizio superficiale
  • Che lo stile di vita che una persone vuole, se lo può creare: nessuno dice che è facile, ma è fattibile!
  • Che la vita, soprattutto durante le difficoltà va affrontata e gestita al massimo delle nostre possibilità
  • Che piccole attenzioni potrebbero però facilitare e non poco la vita dei diabili

Cosa fare quindi cari social-amici in questo momento post-paralimpiadi? Molto!

Riporto qualche riga del post di G Capuano, sul sito www.panorama.it dal titolo Paralimpiadi, dietro le medaglie il niente

Luca Pancalli, presidente del comitato italiano paralimpico, non sbaglia quando denuncia che “i risultati ottenuti non sono proporzionali all’attenzione che in Italia si pone ai problemi della disabilità”. La verità cruda è che il nostro resta un Paese estraneo per i disabili,  un posto dove solo il 18,4% di loro ha occupazione contro il 62,5% del  resto della popolazione, due scuole su tre non hanno servizi igienici e  porte a norma e solo il 20% è dotata di ascensori, solo l’11% dei  disabili va almeno una volta all’anno al cinema (48,9% dei ‘normali’ lo  fanno), cioé fruisce di quello che è il maggior strumento di svago.

Ecco cosa rimane: la sensazione che molto è stato fatto grazie anche ai Social, ma molto ancora si dovrà fare. Disabile è chi riesce in una impresa grandiosa come Zanardi, ma anche chi quotidianamente, porta avanti la sua vita e ha diritto di farlo nella più semplice, banale, normale, noiosa quotidianità.

Lo so, i post dovrebbero essere corti per “attirare l’attenzione” e non “annoiare il lettore”. Io sinceramente credo che dipenda dall’argomento e da come lo si tratta, mi rendo conto che un argomento mi appassiona dal numero di parole e dai concetti che vorrei condividere con voi. Questo è un post prolisso… appasionato…

Con Diego e la nostra cricca, sono stata di recente ad un bellissimo concerto dei Subsonica, dedico a lui e a voi la canzone “Liberi tutti” perchè veramente ci si possa liberare dal “virus delle mediocrità” e “da tutti quelli che inquinano il nostro campo” per poter costruire il nostro personale #futurosemplice.
Grazie come sempre per aver dedicato parte del vostro tempo alla lettura di questo post,
buon #futurosemplice a chi sa essere SPLENDIDAMENTE DIVERSO!
Rosa

Foto principale: Alex Zanardi by automotocorse.it 

Paola, Diego e io al Concerto dei Subsonica di Legnano

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