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La prima richiesta di contatto sui social network è un’azione davvero fondamentale che definirei altamente sensibile. Ti ho già parlato di quanto la percezione per il tuo personal branding è ‘potere’, di quanto ogni azione che compi aiuta a definire la tua identità digitale. Spesso infatti ci si concentra sulla propria presenza e identità digitale (per carità, è corretto eh…), ma quanti sprecano grandi opportunità di networking grazie a errori frequenti attivati proprio nel momento in cui si chiede a una persona di entrare nel nostro network!
Che sia Facebook, Linkedin, o qualsiasi altro social network è quindi necessario, per non vanificare tutto il nostro lavoro, capire come agire, quali azioni o errori evitare. Vediamole insieme.

Prima richiesta di contatto sui social network: no ai kamikaze, impara a coinvolgere!

L’attenzione di un utente si attira, non si pretende. Se tutti partissimo da questo presupposto molti errori sarebbero evitati. L’account che strategicamente può essere un tuo obiettivo professionale (o personale 🙂 ), sui social network, non è un numero, non è solo un potenziale cliente: è una persona e devi innanzitutto coinvolgere e affascinare nel tempo.
I così detti ‘contatti a freddo’ non funzionano più offline, figuriamoci online!
Informarsi sulla persona con cui sei entrato in contatto prima di cominciare una discussione online è l’ABC: vogliamo parlare di chi, come primo messaggio di contatto su Linkedin, ti chiede che lavoro fai (dimostrando di non sapere nemmeno chi sei) o ti invia proposte commerciali e di vendita con link annessi?
Prima di darti la mia fiducia e interessarmi a ciò che proponi (prodotto o servizio che sia), prima di trattarmi come un target da colpire, come hai innescato la relazione tra di noi? Hai interagito con i miei post? Hai partecipato a discussioni? Ci siamo conosciuti i qualche modo? No? E allora perché dovrei accettare la tua richiesta di contatto o addirittura acquistare/scaricare/cliccare/inviare o compiere qualsiasi azione?
Imparare ad abitare i social network mettendoci dalla parte delle persone che ricevono i nostri messaggi ci aiuta a comprendere meglio quanti errori stiamo facendo e perché non otteniamo risultati! 

Prima richiesta di contatto sui social network: errori frequenti che ti fanno perdere opportunità

Ecco allora una serie di errori che si compiono durante la prima richiesta di contatto sui social network, davvero banali, ma così frequenti che ancora una volta è necessario mettere ordine per apprendere un po’ di social education:

  1. Inviare la richiesta senza alcun messaggio aggiuntivo o personalizzato

    Se a questa azione ci aggiungiamo profili incompleti (che non mi permettono di capire cioè chi sei), mi chiedo che senso ha agire così… Non ti conosco, non so chi sei, deduci che potrei accettare la connessione solo perché abbiamo alcuni contatti comuni (che, ricordo, non ci rende però automaticamente ‘amici’)… cosa ci vuole a scrivere due righe? ‘Ciao Rosa, ho visto che abbiamo alcune amicizie in comune, entriamo in contatto?’  Ricorda che sul web ‘vince’ chi si distingue e la gentilezza, la cortesia, l’educazione sono ormai talmente rare che possono diventare ottime alleate del tuo brand personale.

  2. Inviare un messaggio, non personalizzato, con link a siti, pagine o contenuti sui quali si pretendono commenti, like, inserimento di dati personali

    Spesso questo accade sia nel messaggio di contatto, sia un secondo dopo aver accettato la prima richiesta di contatto sui social network: io lo trovo davvero fastidioso! Sappi che spesso chi riceve questi messaggi o non accetta la prima richiesta di contatto sui social network o toglie subito la connessione/amicizia appena confermata. Un esempio? Ecco qui, appena ricevuto su Linkedin: la persona non si presenta, mi chiede il contatto, propone il suo prodotto e arriva a inserire un link in cui dovrei inserire i miei dati… Consiglierei a utenti che agiscono così di leggere il libro ‘Social Selling’ di Leonardo Bellini e di rivedere la propria strategia commerciale.
    prima richiesta di contatto sui social network

  3. Messaggio “like for like”

    Versione due della teoria ‘non ho capito perché o come abitare i social network’. Succede che, appena confermato il contatto, si riceve un messaggio che dice più o meno “ho messo like alla tua pagina lo metti anche me?” O peg­gio, per ciò che riguarda LinkedIn, “complimenti per il tuo curriculum, ho messo ben 5 volte +1 alle tue competenze, fai lo stesso sul mio profilo?”. La distorsione mentale per cui crediamo che ‘molti like’ o ‘molti follower’ è sinonimo di importanza è assolutamente errata: la condizione principale è prima di tutto la qualità di questi contatti. La quantità arriva solo in un secondo momento!

  4. Un parere (liberamente dato) non è una consulenza

    Succede ai professionisti di qualsiasi ordine e grado (che siano essi professionisti del digitale, Avvocati, commercialisti…): essere online e disponibili non equivale ad essere sempre a disposizione, non equivale a ‘se sei online io posso chiederti ciò che voglio e tu mi devi rispondere, tanto per te ci vogliono 5 minuti’. Sarebbe corretto riflettere sul fatto che tu stai chiedendo un ‘consiglio’ a un professionista che normalmente viene pagato per rispondere, che ha fatto di questa sua velocità nel rispondere il suo lavoro, che se è così veloce nel rispondere è perché si è preparato, formato… intendiamoci, io stessa non ho mai rifiutato il mio punto di vista, ma non nego che in alcuni casi la risposta a domande come:
    ‘”ciao Rosa (…complimenti vari,smancerie ecc ecc…) ho lanciato una nuova startup e non essendo pratico del mondo social e non avendo budget sto cercando di capire come muovermi, qui (link) qui (link) e qui (link) ci sono i nostri profili… che ne dici? Stiamo lavorando bene? Pensi debba correggere qualcosa? Ti sarei davvero grato per ogni CONSIGLIO che ci vorrai dare…'”è stata all’incirca questa:
    “..ciao XX grazie per avermi contattata: per poterti dare fare una consulenza ti chiedo gentilmente di scrivermi via mail così potrò darti tutte le indicazioni in merito a preventivi e tariffe. Grazie!”.
    NON abusare quindi della disponibilità altrui.

  5. Linkedin non è Tinder (Devo aggiungere altro?)

    Prima richiesta di contatto sui social network: il primo contatto non si scorda mai!

    Questi e molti altri sono gli errori che fanno davvero scivolare la nostra reputazione digitale e vanificano sforzi nella creazione di networking strategici. Connessione NON è sinonimo di relazione.
    Occhio quindi a come ti approcci agli altri! Il tuo obiettivo deve essere quello di creare relazioni e di pensare che davanti a noi non c’è un account, ma una persona che prima ancora di essere un potenziale cliente è ‘qualcuno’ che ha interessi, una storia, sentimenti, valori e soprattutto che sarebbe bello scoprire: e chissà che poi oltre a rapporti professionali possano nascere anche splendide relazioni personali e di amicizia (su questo potrei portarti tantissime testimonianze vissute sulla mia pelle 😉 ).

     

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