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Lo scorso week end ho partecipato al corso #startconplus ideato da Michaela Matichecchia. Felicissima di questa scelta perché Michaela è una delle esperte italiane su questo tema che seguo. Basta andare a vedere sul suo sito per constatare da quanto tempo parla di questo social (sì ok, Michaela dice che non è un social, per me lo è perché ti connette con gli altri).

Il corso mi ha aiutato a mettere in ordine le idee. Quello che volevo capire non era tanto il funzionamento tecnico di Google Plus per il quale più o meno un po’ di esperienza l’avevo. A me serviva soprattutto comprendere la psicologia di Google Plus, volevo capire come muovermi. Mi mancava la vera comprensione dello strumento, utile sia per me che per le strategie che applicherò ai miei clienti. Mai sentita la frase ‘Ahhh ma io non lo capisco non è come facebbok’?. Sì, ovvio perché NON è facebook! Mi sembra di sentire i miei amici che dicono che non capiscono Twitter. Ogni piattaforma ha la sua psicologia ancor prima di avere tecnica e tecnicismi.

Google loves google

Google Plus è lo strumento di google per capire chi sei. Ti studia, punto. Già il fatto che ti devi iscrivere con nome e cognome lo dimostra. Sei tu e ti porti dietro tutto il tuo bagaglio online, la tua storia i siti che visiti! Come? Completando in maniera minuziosa le informazioni, dicendo chiaramente chi sei, scrivendo cosa fai. Perché dovresti farlo? Perché sei sul magico mondo di google! Google = motore di ricerca. A Google piace Google, semplice! Fatti trovare. Sì, vero, stai dando molto di te agli amici di Google: chi sei, cosa fai, dove lavori… ma, aspetta: non è forse quello che cerchi di comunicare a chi vuole entrare in contatto con te? Non facciamo questo quotidianamente?

…Oggi ho una ‘cerchia’ alla testa!…

Aaahhh queste cerchie! Quanto tempo perso vero? E invece no! E ti spiego subito perché in modo furbetto. La cerchia rappresenta una tua passione e un modo di inserire qualcuno catalogandolo secondo quel criterio. SCORDATI il concetto di ‘amicizia’di facebook o di ‘follow’ di twitter. Accerchiare qualcuno, seguirlo senza profirarlo in una o più cerchie precise è utile come ingoiare la saliva per dissetarsi. Ti faccio un esempio concreto.

valentina damico google plusIo ho accerchiato la mia amica Valentina D’amico, co-founder di #socialgnock e blogger di poledanceitaly. Valentina cosa rappresenta per me?
1) socialgnock founder
2) community socialgnock
3) sport blogger
4) influencer della rete
In quante cerchie ho inserito la vale? In 4! E sai perché? Perché ci sarà un giorno in cui il mio lavoro che comprende anche quello di digital PR mi porterà a voler comunicare solo con sport-blogger. Non dovrò fare altro che scrivere il mio post e inviare questo messaggio solo a quella cerchia. Non lo trovi super comodo?
Inoltre in Google Plus posso visualizzare il feed, ma per cerchie: selezionando una cerchia vedrò ciò che hanno postato solo i componenti di quella cerchia. Capite cosa significa quindi? Il lavoro degli accerchiamenti è una potenza fantasmagorica. Per questo è molto importante ragionare bene sulla loro creazione e inserire nelle cerchie giuste gli account appena li aggiungi, altrimenti non lo farai più fidati. Non guardare i numeri i followers! Pensa a creare valore!

Il mio post… è un link (che ovviamente piace tanto a Google)

Il post di Google Plus è automaticamente un link, le crea Google! E quindi? AAHHHH ma allora sei di coccio! Google loves Google, ricordi? Quindi significa che posso condividere quel link anche in altri social, embeddarlo sul mio blog e magicamente entra nei risultati delle serp (che è la pagina dei risultati del motore di ricerca). Significa che se sei attento, soprattutto alle prime 3 righe inserendo le tue parole chiave e gli hashtag corretti, in automatico il tuo post sarà scaraventato sul motore di ricerca di google e nella descrizione del link compariranno le chiavi di ricerca che avrai messo. Guarda un po’ cos’è successo? Ieri ho pubblicato un post e l’ho taggato con #socialnetwork e #Como (la zona in cui lavoro). Facendo una ricerca libera con queste due chiavi associate è comparso bello bello il mio post di Google Plus. Diciamo che il tutto sarebbe da approfondire (ricerca pubblica o privata ecc), ma inizia a ragionare su questo. (Ora chi è SEO o insegna Google Plus salterà sulla sedia, abbiate pietà, io uso i social, devo essere concreta, la materia è ben più seria e ampia).

Social network Como

Io dico NO: alla notifica facile!

Basta mandare le notifiche ragazzi, placatevi! La notifica è veramente qualcosa di invasivo e invadente. Se tutti mandassimo notifiche per ogni sacrosanto post che pubblichiamo, rischieremmo di cadere nello spamming puro, credetemi! Avrete  un risultato contrario a quello che desiderate.  Usate la notifica, ma per casi eccezionali, quando volete proprio attirare l’attenzione anche perché (tenete presente) che arriva anche via mail. Io potrei disattivare una persona, ma significa che non potrei più ricevere da lei nemmeno le mention quando parla di me in un post e la cosa mi sembra proprio brutta. Impara a essere attivo con chi vuoi coinvolgere e non mitragliarlo di allert.

Ma quindi ci consigli #startconplus?

Sì, ve lo consiglio. Non pensate però di arrivare a un corso di tipo ‘didattico’. Si presume che almeno un profilo l’abbiate aperto. I temi trattati sono stati vari. Ho trovato veramente interessante ad esempio la parte di Luca Bove sui places e di Valentina Lepore su come comunicare. Io personalmente mi son ‘persa via’ su alcuni ragionamenti che riguardavano i link, ma io non sono un tecnico. È bastato richiamare l’attenzione nella mitica #curvasud e i docenti mi hanno rispiegato quello che non avevo capito. Ciò che è importante è apprendere e ragionare sulla tua attività, su ciò che serve a te. Se vai a un corso, qualsiasi esso sia, è importante uscire con quella nuvoletta piena di progetti sulla testa che ti fa dire ‘ahhh ma allora posso fare questo! Ahhh ma allora potrei fare così’. Io, dopo #startconplus non ho una nuvoletta, ma un temporale sulla testa! Ah, mention alla location favolosa (Piano C a Milano ormai è una seconda casa) e anche il pranzetto di nonsolobriciole l’ho trovato geniale.

Parte finale seria: mode on

Un’ultima cosa: è forse la prima volta che parlo di google plus qui e sono sicura che non sarà l’ultima. È uno strumento utile che sta entrando in maniera massiccia nelle strategie quotidiane di ognuno di noi. Io non vedo la ‘corsa alla novità e a cavalcare l’onda’ da parte di tanti professionisti (come qualcuno ha insinuato), ma grazie a tutti quelli che ne stanno parlando e stanno condividendo contenuti (in diversi modi e con diverse finalità) personalmente sto imparando tanto e quindi mi sento di ringraziarli tutti. Inutile fare nomi, tanto sapete chi sono. Io i social li vivo così e questo per me è #futurosemplice. Punto.
Per tutto il resto vi riporto un post di Claudio Gagliardini che è proprio uno degli esperti che seguo (sì ok, il suo nome lo faccio!) e che sintetizza anche il mio pensiero:

claudio gagliardini google plus

Ecco fatto, ora vado che devo ricostruirmi una vita di cerchie assurde! Tutta colpa di #startconplus! Buone cerchie a tutti!
AHHH se ancora non l’hai fatto, segui il link per  accerchiare il #futurosemplice 😉 Ti aspetto!

 

photo credit: Frau Hölle via photopin cc e Tiziana Orrù per #startconplus

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