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Il Machine Learning, l’Intelligenza Artificiale, l’analisi di big data sono temi che spesso sono ancora percepiti come sinonimi di controllo o limitazioni della libertà umana: ‘l’idea che una macchina possa agire, comportarsi, pensare e persino provare emozioni come un essere umano ci ha sempre affascinato ma, al tempo stesso, spaventato’. È proprio con queste parole di Emanuela Sferco, Regional Marketing Director SAS, che si apre il numero speciale del magazine Trend dedicato a questo tema.
Un’edizione che, al contrario, illustra grazie a numerosi case history di aziende, start-up e professionisti impegnati in diversi campi, quanto queste paure ormai non hanno più senso di esistere.
Il  Machine Learning oggi apre “un’infinità di nuovi “straordinari possibili”, scenari un tempo inimmaginabili che oggi diventano realtà influenzando e migliorando la vita delle persone e aiutando le aziende a innovare, a dare un senso concreto alla digital transformation”.

Ma facciamo un passo indietro: cos’è il Machine Learning?

Oggi ancora molti confondono il Machine Learning che, così come definito nel piccolo dizionario che puoi trovare direttamente sul nuovo numero di Trend, è l’insieme di tecniche e algoritmi per poter estrarre informazioni dai big data, col significato di AI, Intelligenza Artificiale che invece è l’utilizzo degli algoritmi per replicare comportamenti tipicamente umani.

Approfondendo ancora meglio il significato, ci vengono in aiuto le parole di Giorgio Soffiato, docente e Managing Director Marketing Arena, che con estrema chiarezza propone un articolo inequivocabile dal titolo Il Machine Learning spiegato a mia nonna: “Il Machine Learning si basa sulla convinzione che sia meglio insegnare alle macchine a pensare come gli umani, invece di dare loro tutta la conoscenza dell’universo (…). Oggi un’applicazione di Machine Learning può ascoltare musica, comprendere se un umano sta facendo una lamentela o un complimento su un sito web o addirittura comporre una canzone. Più in generale, la parola che più appare correlata al termine Machine Learning è efficienza (…) Perché è tipico delle macchine aiutarci ad aprire gli occhi, ma è tipico dell’intelligenza umana insegnar loro a farlo.”

Il punto corretto di partenza è che le macchine sono al servizio dell’uomo che non potrà mai essere sostituito

Pensiamoci bene: un algoritmo potrà estrarre dati e numeri, ma a chi è data la facoltà di interpretarli, farli vivere e trasformarli in azioni utili alla tua impresa? L’uomo. Ma se non siamo propensi a questa trasformazione, se non cominciamo ad acquisire competenze in questo campo, come potremo sfruttare a pieno quella che ormai non è una nuova era futuristica, ma una realtà che già molte aziende stanno usando come vantaggio competitivo?

Machine Learning, il futuro delle aziende e l’acquisizione di competenze: la velocità diventa un elemento cruciale

Partiamo da alcuni numeri: Secondo Gartner il mercato delle Smart Machine raggiungerà i 29 miliardi di dollari nel 2021 e i dati del Worldwide Semiannual Augmented and Virtual Reality Spending Guide, ci indicano che nei prossimi 3 anni, si prevede che i ricavi derivanti dall’applicazione di realtà aumentata e realtà virtuale registreranno un aumento annuale del 100%.

Le aziende sono pronte a cavalcare queste opportunità? La tua? … e tu?
Portare cultura digitale in azienda, applicare una vera digital transformation non è più una scelta, ma una necessità: “Competenze acquisite ieri, domani potrebbero essere superate. E professioni richieste oggi, potrebbero non trovare riscontro nel futuro. La velocità diventa un elemento cruciale” queste sono le parole di Davide Dattoli, co-founder e CEO di Talent Garden, un professionista che di talenti, start-up e futuro ne ha fatto il proprio core business.
Competenze professionali riguardanti Machine Learning, cognitive computing, deep learning, data mining, realtà aumentata, realtà virtuale, AI e robotica… saranno la chiave del successo delle aziende del futuro perché condizioneranno sempre più il nostro modo di lavorare e di confrontarci con il quotidiano.
Ciò che spesso spaventa è quello che non si conosce, ma stiamo andando verso una nuova era professionale nella quale tutte le modalità operative in tutti i settori saranno modificate, nella quale probabilmente il lavoro che faremo tra 5 anni o meno sarà completamente differente o quello che faranno i nostri figli non è stato ancora inventato!
Ecco quindi che così come spiegato nel mio libro primo libro ‘Cambia testa e potenzia la tua azienda con la cultura digitale’ che la Digital Transformation è un’incredibile opportunità, ma è realizzabile non solo investendo in tecnologia ma, soprattutto, in valore umano.

Oggi tutte le PMI si dichiarano ‘propense all’innovazione’, ma quanto è difficile trovare collaboratori e personale con skill riguardanti data scientist, digital marketing specialist, Social Media Manager, Data Analyst, Content Marketing Strategist, Digital Officer
Alle competenze tecniche vanno poi aggiunte le così dette soft skill personali, indispensabili e insostituibili dalle macchine come il pensiero critico, l’approccio umano-centrico e l’intelligenza emozionale, l’abilità di risolvere problemi complessi e la capacità di lavorare in team. Lavorare perché l’impresa inglobi e sviluppi queste competenze, dando valore alla persona, sarà l’investimento migliore che potrai regalarti.

Machine Learning e gli infiniti campi di applicazione

Infine, chi pensa che il Machine Learning sia un’attività ideale solo per aziende innovative o tecnologiche compie quindi un grande errore: tutte le aziende possono, anzi, devono fare innovazione! A questo proposito, nel numero di Trend dedicato a questo tema le case study a cui ispirarsi sono davvero tante: dallo sport con software sviluppati per essere Virtual Coach per supportare la preparazione atletica o analizzare le performance,  al turismo con applicazioni sofisticate che riescono a indicare il tuo luogo ideale per passare le vacanze, dal mondo delle assicurazioni, a quello sanitario (di cui ti avevo già parlato qui con l’intervista al Dr. Enzo Grossi).

Un’ultima riflessione: se ancora credi che tutto questo sia ‘futuristico’, o che la tua azienda o PMI non debba necessariamente prendere in considerazione il tema del Machine Learning, ti propongo l’approccio da un altro punto di vista, cioè quello di fruitore di servizi perché chiunque di noi, tu compreso, prima di essere imprenditore è utente. Uber, Netflix, PayPal, Gmail, Street View, fino ad arrivare al riconoscimento vocale e facciale: ti dicono nulla? Alla base di questi servizi cosa c’è?
Inutile, credo, aggiungere altro se non che CLICCANDO QUI puoi scaricare gratuitamente e leggere il nuovo numero Trend dedicato al Machine Learning e che, se sei ancora in fase decisionale è definitivamente arrivato il momento di svegliarti dal torpore 😉 Buon futuro… semplice!

 

Post scritto in collaborazione con SAS Italy
Cover: thanks SHUTTERSTOCK

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