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#Socialpeperonate è il termine che di istinto mi è venuto dopo aver letto sui social, l’ennesima e futile polemica sul nulla

Qui il post pubblicato ieri sul mio profilo di Facebook:

Mi è sempre piaciuto osservare le dinamiche comunicative tra le persone.
All’università, sociologia e psicologia insieme a semiotica sono state le mie materie preferite.
Nel tempo, lo sai, la comunicazione si modifica, si trasforma.
Se è vero che alla base c’è la definizione da manuale per cui i social network hanno regalato a ognuno di noi la possibilità di comunicare in modo bidirezionale, dall’altra non ci si può certo scordare il grande tema, quello per cui anche io quotidianamente lavoro: il contenuto di questa comunicazione.

Ora, senza appesantire il concetto, perché altrimenti la ‘peperonata’ la farei io, devo dire che ultimamente la mia sensazione di fastidio davanti a certi commenti o atteggiamenti è davvero cresciuta e in alcuni casi in modo esponenziale.
Certo è vero quello che spesso leggi in giro e che ripeto anche io, ovvero che se incroci contenuti non interessanti e pesanti, segui le persone sbagliate, ma è anche vero che sempre più spesso si è presi dalla mania e dalle ondate sul trend del momento e succede quindi che aprendo in quella determinata giornata qualsiasi piattaforma, ti ritrovi davanti a ‘enne’ post, commenti, condivisioni dello stesso argomento.

Leggerezza e educazione alla comunicazione digitale (queste sconosciute)

Non so se sono cambiata io, se invece è, appunto, un trend comune dato dall’insoddisfazione generale verso ogni cosa, valore, situazione in cui ci sentiamo tutti immersi grazie a per un periodo storico che percepiamo non ci sta aiutando in nulla.
Molto spesso io credo sia una questione chiaramente di invidia.
Quello che percepisco, è che mi manca è la tensione a condividere il bene, il bello, la leggerezza (che non è sinonimo di superficialità).

Frasi acide, critiche, attacchi, commenti su #laqualunque (sì anche su temi che esulano dai nostri interessi) per dover per forza dire la nostra in ogni modo… e, guarda a caso, sempre in modo negativo. Esempi ne abbiamo a mazzi: da (purtroppo) la situazione del terremoto (ricordate le persone che si facevano i selfie con l’hashtag #terremoto?), all’accanimento sull’olio di palma (ma davvero siete tutti esperti e contro l’olio di palma? Ma se fino a ieri ci siamo intossicati di Nutella! -che tra l’altro continuerà ad usarlo in modo corretto-), alle critiche sfrenate verso un epic fail di qualcuno (perché ovviamente nessuno sbaglia mai), alla sottolineatura del refuso grammaticale fatto in modo plateale (mi chiedo solo a me scappano i refusi), fino ad arrivare alla situazione di ieri col povero Aranzulla e le critiche sullo spot di Netflix del quale lui è (splendidamente) testimonial…

L’emergenza che si nasconde dietro alle #socialpeperonate è seria

La pesantezza dei commenti, l’astio, le risposte, il tempo perso, a mio avviso nasconde davvero un’emergenza ben più grave: le persone sono tristi, frustrate, sole (e non voglio fare la paternale a nessuno eh) e si scagliano contro il nulla e inutilmente.
‘La solitudine sarà la più grande emergenza del terzo millennio’ diceva Santa Madre Teresa e, con tutta umiltà, mi pare di poterne già intravedere in queste situazioni il risultato.

TV giornali seguono e condividono il sensazionalismo ad ogni costo e sempre in negativo: la morbosità di vedere il marcio, il nero, l’intervista shock al caso umano di turno, all’omicida, alla famiglia della vittima ci sta facendo diventare degli ottimi commentatori del nulla, ci sta trasformando a nostra insaputa in ciò che non dovremmo essere e sta azzerando la nostra capacità di selezionare contenuti belli, positivi, insieme alla nostra capacità di comprendere quando intervenire o meno e su cosa.

Non credo che la realtà sia tutto rose e fiori, intendiamoci, ma davvero vedo gente che sta diventando più pesante della peperonata di sua nonna!

Soluzioni e buoni propositi contro le #socialpeperonate

Se imparassimo ad alleggerirci?
Se imparassimo a non criticare soltanto chi sta facendo qualcosa, ma a impegnarci per realizzare qualcosa anche noi?
Se usassimo la stessa energia per argomenti più coinvolgenti?
Se scendessimo dai pulpiti?

Basta #socialpeperonate: fai anche tu la differenza e crea valore… oppure scegli un’alternativa che troppo spesso non viene nemmeno considerata tra le pratiche comunicative: fai silenzio, osserva e rifletti.

Credimi, non cascherà il mondo se oggi non commenti ogni singola news che leggi, soprattutto con quel livore in corpo.
Esci, fatti una passeggiata, incontra gente e chiudi ‘l’Internet’, vedrai che di Aranzulla e di Netflix, al tuo ritorno, non te ne importerà una benemerita cippa lippa.
Sbaglio?

Ph cover: thanks Shutterstock

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