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Il concetto di cui voglio parlarti oggi è molto semplice: le PMI si servono di agenzie e consulenti che chiamano risolvere un problema (problem solving). È normale e logico, intendiamoci… (lavoriamo per questo!)
Quando però, si trovano davanti all’idea di dover analizzare la propria situazione per scovare ciò che non sta andando bene (problem finding) scatta sempre un po’ di attrito.

Mi spiego meglio, seguimi…

Il problem solving è la capacità interna di un’azienda di risolvere i propri problemi (definizione volutamente generica che coinvolge quindi ogni reparto o attività), ma se continui ad essere convinto che la tua struttura sia perfetta concentrandoti solo su attività esterne, se non vai in profondità mettendoti in gioco, se non vai a scovare a mettere luce su ciò che non sta andando bene e che ignori, a cosa può servire qualsiasi sforzo indirizzato al problem solving?
Ti rispondo io: a niente. Tu sei convinto di avere un problema, credi sia da risolvere, ma non verifichi quale sia effettivamente la radice di ciò che non sta andando.

Se comprendi questo concetto, capirai quanto sia fondamentale e delicata la fase di analisi che (purtroppo) spesso viene omessa o non considerata.

‘È necessario fermarsi, scoprire i propri problemi con un’azione di problem finding per cercare di migliorarsi’ .
(From Problem-Solving to Problem-Finding: Great Leaders Know How to Detect Smoke, Not Just Raging Fires By Michael A. Roberto – Published Feb 1, 2010)

Mentalmente non è facile, ti capisco

Non è mai entusiasmante analizzarsi e accettare che anche nella tua attività qualcosa non va, non è un’attività semplice quella del problem finding perché andrà ad analizzare processi, rapporti tra dipendenti, rapporti personali, lo stesso management e anche te stesso.

No, non è sempre e solo ‘colpa degli altri o della crisi’ se qualcosa non sta andando (con questo non sto affermando che la situazione attuale non sia drammatica, ma intendo dire che in alcune realtà diventa una sorta di semi-scusa per auto-giustificare la poca voglia di rinnovarsi soprattutto mentalmente).

“Applicare davvero il Problem solving risulta impossibile se c’è l’abitudine di dare la colpa agli altri”.
Katsuya Hosotani (autore del libro ” The QC Problem Solving Approach”)

Attuare un percorso di problem finding è uno dei primi passi che la tua azienda deve necessariamente fare se vuole abbracciare a pieno un percorso di Cultura Digitale orientata al cambiamento e al futuro.

Diventare una social organization è un cammino che prevede anche umiltà, voglia di cambiare, abbandonando vecchi paradigmi o convinzioni.

Il mio consiglio? Pensa alla tua realtà e parti da queste semplici domande:

  • Conosco realmente la mia attività (problemi e pregi) o sono ancorato a un’idea che mi sono fatto?
  • Conosco i problemi che quotidianamente affrontano i miei collaboratori/dipendenti?
  • Cosa sto facendo per migliorare questi problemi?
  • Permetto alle persone di attivarsi in autonomia per risolverli o li limito? E loro cosa ne pensano?
  • Infine, ma non per ordine di importanza: se la mia attività sta ‘scricchiolando’ e sono convinto che abbia comunque potenzialità per rifiorire, sono sicuro che il problema sia solo ed esclusivamente esterno o nella mia azienda ci sono problemi che devo scovare e risolvere?

Direi che, anche se in maniera generica, alcuni spunti su cui riflettere li hai. Comincia a pensare e a metterti in discussione, questo è un ottimo punto di partenza perché prima di pensare al problem solving, ormai ti è chiaro, è necessario concentrarsi sul problem finding e nei prossimi post cercheremo insieme di approfondire ulteriormente questi concetti.

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