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Ieri in spiaggia, la solita passerella di venditori ambulanti: il cocco, i gelati, i teli mare, i vestiti… A intervalli regolari di circa 10 minuti un venditore si avvicinava ad ogni ombrellone. Stessa frase, stessa merce: ‘ciao bella, interessa? Bracciali? Telo? Cappello?’. Al cenno della testa con risposta ‘no, grazie’ riprendeva il cammino sostando vicino l’ombrellone successivo.

Poi è arrivato Mustafà. La sua presenza differente si è percepita fin da lontano. La voce chiara e con accento straniero diceva ‘è arrivato Mustafà, ciapa chi e ciapa là’. L’anticipare il suo arrivo con una frase mixata al dialetto aveva sicuramente destato attenzione e una risata in tutti. Lui però non si avvicinava subito agli ombrelloni, iniziava il suo approccio dalla battigia. Una volta attirata l’attenzione continuava la sua azione di marketing ‘saldi, saldi bella gente: bracciali, cappelli, occhiali! Compri uno, paghi uno, compri due, paghi due. Compri tre…’.

Genio. Aveva creato il suo piccolo pubblico che lo stava seguendo divertito. Era riuscito ad attirare attenzione in maniera differente e tutti, ovviamente, hanno concluso la frase con ‘paghi tre’.
‘No belli, compri tre paghi 4! Sono un vù cumprà, altrimenti come ti faccio a fregà’?.
Risata generale.

A quel punto lo guardo bene. Un bellissimo ragazzo, con un super sorriso smagliante. Era felice (nonostante tutto: caldo, lavoro, camminate…) e riusciva a trasmetterlo!
A questo punto non gli restava che partire all’attacco di coloro che aveva coinvolto facendo il classico giro ombrelloni. Sai la cosa strana cos’è? Che si è fermato in tutti gli ombrelloni, più o meno ha venduto qualcosa a tutti, ma soprattutto era riuscito a creare una propensione all’acquisto che partiva dall’accoglienza sincera della sua persona. Molti lo hanno accolto sotto gli ombrelloni chiedendo da dove venisse, o quale fosse la sua storia. Lui raccontava di essere scappato dall’Africa perché senza futuro, che però li ha il suo cuore perché è rimasta sua mamma e i suoi fratelli. Le perone sincere le riconosci dagli occhi e io credo lo fosse, così come credo che la sua felicità proveniva anche da qui: l’essere accolto e scambiare due parole con qualcuno che non portava giudizio ma accoglienza. Certo, una storia ‘furbetta’ coinvolgente che emozionava e che ti portava a dire ‘ma sì, dammi un braccialetto’, ma non l’aveva sbattuta davanti al naso di tutti. Se gli chiedevi qualcosa, lui raccontava. Innanzitutto c’era il lavoro e la sua capacità commerciale.

Propensione all'acquisto PMI

Villasimius (Sardegna, Cagliari). Mustafà l’ho incontrato qua. Direi che il suo ufficio è molto più interessante del mio!

Cara PMI cosa ci insegna Mustafà?

Andiamo per gradi:

  • Diversifica. Se il prodotto che proponi è identico (per cause di forza maggiore) a quello dei tuoi competitors, e quindi non è possibile attuare strategie di R&S, trova la tua strada per comunicarlo in maniera differente.
  • La persona fa la differenza. A parità di prodotto, tu potrai trovare il modo di comunicarlo in maniera differente, ma ricorda il grande valore delle persone, dei tuoi collaboratori, dei tuoi dipendenti. Loro sono la vera forza che aiutano l’attività a proseguire sulla strada giusta perché sono a contatto col mondo.
  • Personal branding: Mustafà è un brand. Non ha messo prima di sé ciò che vendeva, prima si è presentato quasi fosse un’insegna commerciale. ‘E’ arrivato Mustafà, ciapa chi e ciapa là’ potrebbe vendere di tutto, ma ciò che è differente è che è lui che te lo sta vendendo. Ha dato la sua firma riconoscibile. Se oggi sotto l’ombrellone mentre sono a occhi chiusi dovessi sentire questa frase e la sua voce aprirei gli occhi per salutarlo e vedere cosa direbbe nel suo piccolo show.
  • Chi è positivo, sereno e non è falso, attira e crea un terreno fertile verso il quale poter comunicare. Mustafà non ha forse creato engagement? Non ha forse coinvolto la sua community? Come lo ha fatto? Trovando la propria strada: empatia, simpatia, sicuramente un pizzico di furbizia e esperienza. Attento però: Mustafà ha vinto perché non è apparso artificioso o finto. Lui era realmente sereno e sorridente, non lo doveva fare apposta solo per vendere.
  • Lo storytelling vince. Mixare italiano e dialetto milanese in Sardegna produce un effetto dirompente: crea attenzione, ma racconta contemporaneamente che hai viaggiato. È come anticipare che c’è altro, ma senza appesantire il primo contatto. Un approccio divertente e furbetto, ma che apre alla possibilità del racconto coinvolgente ed emozionante della propria vita. Mustafà non sfrutta la sua storia per creare sentimenti di pietà. Inoltre, la dignità lo porta innanzitutto a essere venditore, poi è possibile che ti racconti la sua vita.

Riflessione finale

Quando Mustafà ha continuato il suo cammino, ho sinceramente fatto anche questa riflessione che condivido con te. Spesso è facile giudicare, ma non conosciamo la storia di chi si presta a fare lavori umili e sicuramente faticosi (andare su è giù tutto il giorno per la spiaggia non è roba da poco…), cosa e perché lo spinge a scappare dalla sua terra. Io lascerei la mia famiglia per cercare di sopravvivere? Ovvio che sono domande e pensieri che aprono a molteplici discussioni che esulano da questo post, ma qualcuno un giorno disse ‘non giudicare per non essere giudicati’ e in effetti posso dire che ieri se avessi anteposto il pregiudizio e il giudizio non avrei potuto imparare così tanto da una persona talmente originale e quanto inaspettata come Mustafà.

p.s. il mio braccialetto nuovo è fichissimo!

propensione pmi

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