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Organizzare l’interazione sui social network è essenziale. La scorsa settimana, mi sono dedicata alla gestione di Twitter. Non avevo mai sistemato liste, follower e following. Era qualche giorno che mi perdevo seguendo, cliccando, in gergo potrei dire “surfando” tra un tweet politico, ironico e informativo, ma sentivo il bisogno di ordinare le idee. Così animata dal sano proposito di chi sente (sinceramente) un dovere selezionare correttamente i contenuti da ritwittare, mista alla voglia di ottimizzare tempo e risorse, ho deciso di mettere mano al caos… e sapete cos’è successo? Nuovi equilibri, tante riflessioni, molti dubbi (che ad oggi ancora ho) e un sorprendente cambio di direzione che di fatto mi ha riportato punto a capo, ma con una consapevolezza differente. Fermo restando che il mio è stato un esperimento, cercherò di trasferirvi gli step dei miei ragionamenti. Sono consapevole che per molti utenti esperti i miei pensieri appariranno superati o banali, ma io sono convinta che ragionare su dinamiche apparentemente superate e assimiliate serva comunque e sempre. Chiedo scusa a chi si è sentito forse “tradito” dal mio defollow. Spero che dopo questo post sia più chiaro cosa ho voluto “provocare”.

CAPITOLO 1: I FOLLOWING

Partivo da 1400 circa following. Ho creato delle liste con i miei interessi principali. Utente per utente ho verificato le Bio (la piccola descrizione utilizzata come presentazione dagli utenti), i contenuti twittati dagli utenti, il grado d’interazione con la sottoscritta. Seguendo questi criteri, ho defollowato fino ad arrivare a “soli” 700 utenti. In questa fase ho utilizzato il programma JustUnfollow.com che mi ha permesso di scoprire più velocemente utenti che non mi seguivano, velocizzando la selezione.

Prima riflessione> per non perdere il contatto con alcune di queste persone le ho comunque inserite nelle liste. Azione che inizialmente mi è sembrata corretta. Ma ecco spuntare il primo dubbio: “che limbo ti stai creando? Persone che non “vale la pena” di seguire… ma non tanto… e quindi? Le inserisci nelle liste? Ma che senso ha?!”

Seconda riflessione>…inoltre “Rosa (sì lo so lo so, è da psicopatici, ma io spesso mi parlo in terza persona e mi aiuta a ragionare… sono bipolare che vi devo dire?…), chi è inserito in una lista riceve un messaggio automatico per la serie ‘Rosa ti ha inserito nella lista x’: che cavolo può pensare quando scopre che non lo segui?!”  

Terza riflessione> … e poi… “ma mi dici perché devi seguire solo chi twitta contenuti social? Chi te l’ha prescritto? Non credi di poter imparare dall’ironia dei grandi? Credi che contenuti giornalistici/politici non ti riguardino? Perché chi scrive di viaggi o di argomenti tecnici non possono essere delle ottime persone con cui condividere esperienze e dalle quali cogliere spunti?! E la mentalità social dove va a finire?” (ok sì alle volte mi auto-cazzio troppo… ma mi serve credetemi ;-))

CAPITOLO 2: I FOLLOWER

Chi di voi mi segue lo sa: mi è sempre piaciuto ringraziare per il follow in DM (Direct Message, ovvero un messaggio privato diretto). Lo trovo il minimo per iniziare una conoscenza che vada oltre ad un “follow”. Ho sempre avuto la percezione che solo il follow non basta, voglio sapere chi sei, come mai sei qui, cosa porti con te, cosa vuoi da me, dove andiamo, cosa può scaturire dal nostro contatto… (mi sto trasformando nell’alieno di Bonolis?!). Ferma e ligia sulle decisioni prese, persevero e ringrazio in DM, ma NON ricambio tutti gli utenti. Aggiungo inserendo i nominativi di mio interesse nelle liste… i dubbi innescati precedentemente diventano sempre più concreti.

Prima riflessione> noto una diminuzione dei followers… e (ingenuamente) mi dico “ma come? Curo il contatto, scrivo direttamente eppure c’è qualcosa che non va”.  “Ma cavolo! Come si può sentire una persona alla quale tu dedichi attenzione, tanto da scriverle personalmente, ma che poi se vuole risponderti non lo può fare perché non la segui ricambiandola? Tu come ti sentiresti?”… Eh io come mi sentirei? Mi girerebbero, percependo quest’atteggiamento come distaccato e quindi lontano dalle logiche alla #futrosemplice che hanno animato fin dall’inizio la mia presenza social.

Decido di procedere, continuo a scrivere in DM (tanto capiranno) indago e sbircio i profili e i blog dei più bravi, scopro che alcuni inseriscono un messaggio DM automatico. Geniale! (credo inizialmente) Che orrore! (penso successivamente). Leggo, m’informo e trovo questo post http://www.rankfirst.info/dm-automatici-ai-nuovi-followers-su-twitter/#.UJbm0t2y6Ek.twitter molto interessante che esprime tutti i dubbi del caso su una pratica che a mio avviso snatura l’essenza dell’essere Social, eppure è drasticamente diffusa soprattutto nelle aziende o in utenti con molti followers.

Seconda riflessione> “sì ok, metti il DM automatico, poi la reazione negativa diventa esponenziale: non solo non segui una persona, ma le rispondi tramite macchina. Brava! Alla faccia dell’esperta di Social network”

Ok. Ancora convinta della bontà del mio fine, continuo a guardarmi intorno e trovo un’ennesima soluzione utilizzata da molti utenti, soprattutto da coloro che hanno molti followers: un bel tweet in chiaro, visibile a tutti, un bel trenino di nomi, che non mi obbliga a ricambiare il follow, ma è il minimo per dire “grazie”…

Terza riflessione> “fai, fai i trenini… così chi ti segue da tempo ogni 3×2 riceve stile spamming, tweet in cui ti auto-incensi palesando i followers che hai. I nuovi followers non ricevono il messaggio in DM e la forza del messaggio viene a meno”.

Eppure molti profili famosi (anche nel nostro ambiente) hanno tanti followers quanti following, molti (soprattutto VIP) decidono per molti followers ma pochissimi o nessun following. Ma quindi? Per non offendere nessuno, per ottimizzare la ricerca dei miei contenuti, per interagire con le persone con le quali twitto ogni giorno e delle quali non voglio fare a meno, come fare?  Non riuscendo a trovare una linea precisa di pensiero, decido di coinvolgere la community, twitto e condivido il link del post che ho prima segnalato, cercando un coinvolgimento e una discussione proprio tra chi mi segue. Mi hanno veramente aiutato riflettere e li ringrazio di cuore uno ad uno.

CAPITOLO 3: LA COMMUNITY
(è preziosa! Come, non lo ricordavi più Rosa?)

L’amico Michele Mannucci @00pkh risponendomi su FB,
conferma in effetti la maggioranza delle mie riflessioni

Sì al follow per chi ti segue anche perchè “un’occasione la si da a tutti. L’atteggiamento ‘5.000 follower / 300 following’ fa tanto Vip e risulta antipatico”, sì ad una lista in cui preservare le persone con cui quotidianamente intrattieni più relazioni, sconsiglia l’utilizzo di “trenini”, no al DM automatico, ma non esclude la pratica di DM diretti (che momentaneamente per questione di tempo non riesce a seguire).

Un secco no da @esserevisibili che sottolinea come all’aumentare dei followers aumenti anche l’utilizzo esponenziale di questi tools.  Si crea così un paradosso: più engagement e meno interazione

@RoccoSgroi, contrario ai DM automatizzati, ipotizza un giusto equilibrio tra l’utilizzo dei tools e la comprensione semantica. Perfetta integrazione tra uomo e macchina? Interessante punto di vista!

@nina_mau risponde decisa e conferma le mie riflessioni:
tempo perso un DM senza ricambiare il follow

@enrico_sestyle li giudica come qualcosa che sta proprio all’opposto delle teorie social e propone un comportamento da seguire (e se lo consiglia un esperto di personal branding…)

@webpersignore conferma di fatto il consiglio di Enrico e propone un comportamento che non esclude definitivamente l’utilizzo di “Tweet-trenini” purchè fatto con il fine di interagire con gli utenti

@m_crox conclude questo scambio di opinioni proponendo in soli 140 caratteri
la soluzione, la corretta conclusione, tanto semplice quanto illuminante

CAPITOLO 4: PUNTO E A CAPO

Mi arrendo alle sovrastrutture, DM trenini e strategie, a tutto ciò che non è semplice istinto di chi vuole comunicare e che fino ad oggi mi ha guidato. Respiro, raccolgo dal brainstorming, mi fermo e penso… è vero caro Maury, il tuo tweet è per me illuminante. Grazie.
Il ringraziamento più bello è l’interazione, è quello che noi tutti cerchiamo quando siamo follower di qualcuno. Da giugno a oggi il voler creare un rapporto diretto a prescindere da catalogazioni varie (di contenuti di Bio ecc) mi ha restituito molto: il tempo speso per conoscere virtualmente qualcuno è sempre stato tempo investito e non perso!
Forse Rosa ti sei fatta prendere dall’ansia di voler “controllare” e hai perso di vista l’obiettivo reale che secondi fini non ha, il voler creare relazioni di valore RINGRAZIANDO con la tua presenza chi decide di seguire il tuo mondo.
Punto e capo: non so se continuerò a scrivere sempre DM, forse a volte farò trenini, altre volte ricambierò con una battuta ironica… una cosa è ora certa, corro in TL a recuperare (spero) coloro che avevo erroneamente defollowato e a coltivare i miei rapporti tanto preziosi.

Grazie per aver letto questo post,
auguro a tutti voi un ottimo #futurosemplice pieno followers e di interazioni di valore come quelle che ogni giorno ho la fortuna di VIVERE!
Rosa

Fonte foto principalesbrownehr.com

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