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Il Papa su twitter mi è sembrato fin da subito un Case History invitante. Gli step utilizzati per promuovere tutto l’evento sono da manuale: comunicati stampa, un annuncio ufficiale, la preparazione degli account, l’attesa per il primo tweet, il tweet e le polemiche pre e post evento. In questi ultimi giorni ho assistito a diverse reazioni e approcci, tweet, messaggi, commenti e ho letto alcuni post, più o meno ironici, più o meno interessanti. Personalmente molti li ho trovati fuori luogo e al limite del rispetto per chi comunque professa il proprio credo e merita rispetto, ma non è questo che qui m’interessa approfondire.

Papa mex 1

Scivolate tecniche

Partiamo con alcune premesse: ammettiamolo, ok, il Papa su twitter e tecnicamente non ha inviato lui il messaggio. Dal video proposto nei vari TG si vede chiaramente. Facciamo finta di stupirci e di non sapere che la parte tecnica sarà gestita da un team ;-)? Il Papa è comunque un uomo anziano avrà problemi col rapportarsi con un tablet, a me quell’immagine ha fatto quasi tenerezza (mi sono immaginata mio papà nella stessa posizione). Ehhh va bè! Sì ok, parliamo del team? Avete ragione anche in questo: gli “esperti” (aiuto!) ai quali si è affidato hanno fatto un bel casino coi primi tweet creando una vera babilonia (manco a dirlo!). Dall’account italiano sono partiti messaggi multilingua, lingua araba compresa, che hanno creato un po’ di confusione. In seguito hanno iniziato a partire tweet con domande e tweet con risposte… insomma, sicuramente ognuno di noi avrebbe fatto un po’ meglio giusto? Questo, al di là di tutto, ci aiuta ad evidenziare che gestire social network, non è così semplice e richiede preparazione. Certo dalla Città del Vaticano ci saremmo aspettati di meglio (molto meglio)… ma continuiamo con l’analisi.

il Papa su Twitter? Una giornata storica

Torniamo alla nostra materia e alle nostre riflessioni ponendoci su un livello di analisi di comunicazione, puramente #social e sociologica (che alla fine è quello che a me personalmente, interessa). Questo è il Tweet che il 12/12/2012 dopo aver ricevuto quello del Papa ho inviato io:

Rosa Giuffrè messaggio per PAPA Benedetto

5 punti per riflettere sul perchè per i #social, avere anche il Papa su twitter è stato un passo importante

1) La scelta di comunicare attraverso i social network. Pensare che il rappresentante massimo di una religione tra le più diffuse al mondo voglia comunicare direttamente con i propri fedeli riconoscendo, di fatto, l’importanza dell’utilizzo dei social media è una scelta storica. Volenti o nolenti, credenti o no, l’interesse e la curiosità suscitata hanno attirato attenzione sul nostro mondo istituzionalizzandolo un po’ di più.

2) La scelta del “come”.  La Chiesa decide di comunicare con i tweet. 140 sintetici caratteri per esprimere i propri concetti: scelta inusuale per chi è abituato a prediche lettere ed encicliche. Una decisione comunque non casuale. Ricordiamoci che twitter è già stato protagonista di eventi storici: nella primavera araba è diventato per gli utenti strumento per promuovere ideologie, raccontare la realtà e i fatti just-in-time, diventando simbolo dell’espressione di libero pensiero senza subire filtri di media tradizionali. Al contrario twitter e più in generale il web, è percepito come strumento pericoloso e da zittire, i recenti fatti in Siria lo testimoniano (qui un bel post di Sabrina Ancarola sul sito di Francesco Russo).

3) La scelta di “cosa” comunicare. Che si decida di essere follower o meno del Papa, è un dato di fatto che ci si aspetti dei tweet con contenuti concreti. Ecco. Io percepisco anche in questo passaggio un bell’aiuto alla credibilità che i social stanno conquistando. Non confondiamo ciò che noi, come utenti esperti sappiamo. Molti utenti, direi la massa media, fatica ad usare twitter e troppi, a causa del primo  approccio su Facebook pensano ai social per esperienze ludiche e frivole. Esiste il mezzo e differenti modi per usarlo (finalmente) Evviva!

4) La scelta del “perché” farlo. Ecco. Questa mattina ascoltavo Linus e Nicola a Radio Deejay e discutevano proprio su questo. Perché? Se ne sentiva l’esigenza? Secondo loro un passo comunque superfluo. E io come utente invece ho pensato: perché no? Ok, fondamentalmente twitter non serve al Papa per proporsi. Se però il presupposto è quello di volersi inserire in uno spazio così democratico come i social network, percepisco questo come un bel passo per la Chiesa. Gli utenti dei social sono a pari livello: il popolo della rete, giusto? Allora ben venga l’utente Papa che coscientemente sa che si sta infilando in un mondo in cui riceverà approvazioni, ma anche direttamente tante critiche.

5) La scelta di “chi” lo fa. Considerando le premesse sulla gestione tecnica ciò che mentalmente è importante è che non è l’account “Chiesa” che twitta, ma il Papa direttamente che diventa così utente tanto quanto noi. La gerarchia di questa istituzione nei social è azzerata e devo riconoscere che questa scelta è veramente social-oriented. Quello su cui non concordo è la modalità unidirezionale di utilizzare twitter: milioni di follower e non following nessuno? Chissà se questa gestione distorta dello strumento, stile VIP,  nel tempo cambierà. Io lo spero.

1 video per raccontarvi perchè per #futurosemplice è stata una giornata storica

Il 12-12-2012, alle ore 12:12, poco dopo aver inviato il tweet sul Papa, ho twittato un altro messaggio esprimendo un desiderio:

futurosemplice

Mai mi sarei immaginata che il mio tweet sul Papa sarebbe stato scelto dalla redazione del TG1 durante l’edizione delle 13:30. Nome, cognome, messaggio e contenuto. Uno splendido regalo ricevuto dopo una giornata che nella mia memoria rimarrà assolutamente storica.

Sognando di poter leggere un giorno un tweet tra il Papa e il Dalai Lama, sperando che i social media possano così diventare uno strumento per supportare un dialogo costruttivo, auguro a tutti noi… e perchè no?…anche a te utente social @pontefix un ottimo #futurosemplice!

Rosa

Ringrazio Matteo, alias @IbridoDigitale, ormai non solo follower ma amico, per avermi aiutato a estrapolare il video. scorrete fino a 1:30 et voilà, come per magia il #futurosemplice apparirà! 😉

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