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“questo è l’ombelico del mondo dove non si sa dove si va a finire 
e risalendo dentro se stessi alla sorgente del respirare 
è qui che si incontrano uomini nudi con un bagaglio di fantasia 
questo è l’ombelico del mondo senti che sale questa energia.
Questo è l’ombelico del mondo è qui che c’è il pozzo dell’immaginazione 
dove convergono le esperienze e si trasformano in espressione 
dove la vita si fa preziosa e il nostro amore diventa azioni 
dove le regole non esistono esistono solo le eccezioni”
– Jovanotti –

Da due giorni ho in testa questa canzone e credo che nessun’altra frase o mix di parole possano riassumere meglio quello che ho provato e che vorrei trasferirti dell’esperienza al World Business Forum di Milano.

Partecipare al World Business Forum è stato per me un grande momento di formazione. Innanzitutto per aver conosciuto direttamente altri colleghi e poi per aver ascoltato e conosciuto grandi professionisti del marketing e del pensiero futuro (positivo!).
La motivazione, la voglia di cambiamento percepita era reale, vibrante e presente. Poi però torni a casa e la carica accumulata, quel concentrato vitaminico di futuro preso in dose massiccia per 48 ore devi saperla gestire e sviluppare, ponderare, calibrare, adattare… a cosa? Alla realtà italiana che è ancora troppo distante da tutto ciò che ho ascoltato. Da cosa? Dalle persone, viste purtroppo ancora come numeri, costi da lobotomizzare nel loro spazio individuale dal quale, guai a loro, non devono permettersi di uscire (figuriamoci se gli è permesso di pensare o contraddire un’idea del proprio boss).
-Ma come? Allora dov’è tutta la manfrina del tuo #futurosemplice? Lo vedi che c’è la crisi? Ti rendi conto che sei un’idealista- A chi mi dice (puntualmente) questa frase da oggi in poi risponderò con questa frase di Williams.

Immagine 3Il #futurosemplice esiste, è reale e continuo a costruirlo perché se è vero tutto ciò che ho appena scritto è anche vero che mi sono resa conto che, le persone che la pensano come me sono parecchie ma, lo sono ancora di più quelle che hanno bisogno di sentirsi scaricare addosso una botta di positività e voglia di fare verso il futuro. Si può fare insomma… così come ci ha detto Peters: unisciti, alleati a chi la pensa come te. Crea piccole “cricche” vere e genuine di chi insieme con te farà fronte comune per scardinare i vecchi e obsoleti pensieri, solo così potrai arrivare alla testa di chi ti sta sopra, ai boss, puntando a cambiare la loro visione globale.
Ecco, il riassunto è che le piccole #socialcricche vinceranno. E tu, sei pronto a fare una piccola #socialcricca con me? Per gli altri rimane il tempo perso a lemntarsi… son sempre scelte!
Rosa

p.s. ringrazio ancora chi mi ha permesso di vivere questa esperienza, Camilla Serri: bella, genuina professionale. Attenta a ogni nostra esigenza come una mamma e che è riuscita a radunare una bloggerhub veramente speciale e energico che credo non si fermerà qui. Rimanete sintonizzati!

Immagine 2

Durante la due giorni ho pubblicato tre riflessioni sulla fan page #futurosemplice (a proposito tu la segui vero?), te le riporto perché rileggendole oggi, credo sintetizzino bene quello che ho vissuto.
Buona lettura.

Pensieri sparsi al World Business Forum: parte 1 (5 novembre 2013)

Cosa dire della prima mattina al World Business Forum? Lo sintetizzo così: sogna, sentiti folle. Immagina il tuo futuro e crealo da ora. Stai attento però: non andrai sa nessuna parte se non ti metti bene in testa che andrai avanti solo con gli altri. Cerca il talento che chi ti sta vicino non ha ancora espresso. Ascolta ascolta e ascolta. Non esisti solo tu e gli altri sono una ricchezza infinita. Cerca e non fermarti perché se hai già realizzato il tuo sogno era un sogno troppo basso… e questo lo diceva già Michelangelo. Crerca a fianco a te… cerca… e smettila di stare fermo su vecchi ideali, vecchie e obsolete strutture, smettila di concentratti su ciò che non va… ma, ora… crea tu qualcosa. Lasciati ispirare dalle situazioni, da gente positiva esci e sii curioso. Credi sia difficile cambiare? Trova alleati e circondati di chi respira il futuro… l’Italia è sinonimo di creatività e ispirazioni a volte di idee folli! Ma… dove sono finite tutte queste menti? Dove sono i pazzi visionari l’arte l’espressione… le menti pazze? Sogna sogna sogna e costruisci da ora quel #futurosemplice di cui ti parlo e nel quale oggi più che mai io credo… 

Pensieri sparsi al World Business Forum: parte 2 (5 novembre 2013)

Mentre parla Schroder penso che forse sto tornando coi piedi per terra… il pomeriggio è stato un nuovo frullato di input e riflessioni. Prima Lindstrom che con i suoi esperimenti ci ha fatto capire quanta è grande la potenza di un’azienda quando riesce a entrare nella mente di un consumatore. Entrare non forzare… non imporre. Entrare col proprio prodotto consigliato da altri consumatori soddisfatti. Incredibile il video in cui abbiamo visto che una famiglia ‘perfetta’ (finta) inserita in un quartiere americano e che usava solo prodotti brandizzati, ha influenzato le altre famiglie a tal punto che tutti hanno iniziato a comprare gli stessi prodotti.
Strano (o forse no…) sapere che anche Apple si appoggia a 144 influencer che tramite l’utilizzo dei loro prodotti influenzano (infatti) il comportamento altrui. Come sapere e analizzare tutti questi comportamenti? Andare dal consumatore, avvicinarsi veramente a lui e, così come invece ha evidenziato Luke Williams, cambiare la nostra visione. Dobbiamo sforzarci di uscire dai nostri schemi… in pratica e in parole povere potrei dirti ‘solo gli stupidi non cambiano idea’. Non è un cambiamento di quelli volubili, di quelli senza senso di chi segue la massa… no. Parlo di cambiamenti perché cerchi, perché sei curioso, perché vuoi trovare e imparare da quello che in genere ignori e non da quello che è ovvio! Vuoi capire e ti interessi veramente del tuo cliente e del suo benessere e non solo per una visione di puro business. Questo cambiamento passa anche dalla crisi e da fasi di indecisioni. È necessario. Non puoi farne a meno! Pensa solo che è il momento in cui ti stai arricchendo e il tuo business funziona che è il più rischioso perché ‘è ovvio… sto andando bene… non cerco non sviluppo’. Al contrario! Mai fermarsi perché solo chi riesce a rompere i cliché avrà quella scintilla in più che accenderà una nuova luce sul futuro. Solo così vivere la crisi avrà senso. Solo cosi potrai costruire concretamente un #futurosemplice.

Pensieri sparsi al World Business Forum: parte 3 (6 novembre 2013)

Cosa mi porto via da una mattinata così intensa? Vediamo… prima l’intervento di Anderson. Siamo tutti makers ovvero produttori di contenuti. Tutti possiamo fare e costruire qualcosa e oggi, grazie alla rete, possiamo abbattere costi e entrare in contatto con persone e professionalità che ci aiuteranno a sviluppare l’idea. OPS… ecco, sì… questa è la vera differenza! L’idea. Quell’idea che ti porta a pensare che sia possibile produrre e promuovere un oggetto, un servizio che non esiste, che magari risolve un piccolo problema. L’idea che però non nasce dallo sforzo strategico di un team che cerca il prodotto ideale. No! L’idea che nasce da te perchè un giorno ti sei scaricato un software opensource per progettare componenti per l’arredamento di casa e ti sei divertito a immaginare una lampada, un tavolino così come piace a te che ISTINTIVAMENTE tu compreresti. Si tratta di qualità? No perchè nè io nè tu siamo designer o arredatori. ISTINTO di voler creare qualcosa che semplicemente ti piace e che non trovi in commercio perchè molto semplicemente risolve un problema unico come te: è il tuo gusto, è il tuo oggetto di design. Nessuna azienda ci aveva pensato prima perchè nessuna azienda può sapere cosa ti piace veramente. E ti dirò di più: se pensi sia qualcosa che manca è probabile che hai iniziato a lavorare sulla prima fase che porterà a una fase successiva, alla realizzazione di un prototipo e magari, grazie a un sito alla promozione di quell’oggetto così strambo. Sono visionaria? Forse… eppure se ci pensi è così!
Anche Porcini lo ha ricordato: chi va avanti? Chi ha una visione nuova, allargata chi è #designthinker (che è diverso che essere designer!). Chi pensa al futuro e fa andare la testa. Punto. Chi riesce a pensare a un brand che il proprio cliente sarà orgoglioso di indossare, mostrare, vivere. Credi che questa storia dell’ottimismo sia inutile e utopistica? Bè forse sei sulla pagina sbagliata… io credo nel #futurosemplice lo sai. Credere nel futuro e essere ottimisti non è sinonimo di follia o utopia. Vuol dire vivere con una propensione alle soluzioni, alla curiosità ma, soprattutto agli altri cercando ciò che di bello può esserci concretamente nell’altro. Significa, così come ci ha ricordato Rovira che una crisi così profonda come quella che stiamo vivendo non la superi senza un cambiamento mentale e morale perchè è la povertà morale che provoca la crisi. E’ finita l’era in cui era importante “essere qualcuno” oggi “sei, se fai” perchè le tue azioni saranno quelle che incideranno maggiormente sulla tua vita (lavorativa e non), anzi: le tue azioni rivelano ciò che sei. Tornare all’ESSERE e non all’apparire!
Ma com’è possibile oggi? Prima di tutto pensa che ogni secondo passato a lamentarti, a piangere e lamentarti e tempo perso. Poi vivi ogni giorno mantenendo la testa tra le stelle e i piedi bien piantati a terra! Essere positivi non è sinonimo di follia e spesso chi ha capito che la chiave della vita è l’ottimismo è chi ha vissuto anche situazioni negative sulla propria pelle…. e ora guarda in alto, prendi il tuo arco e le tue frecce e punta dritto alla luna. Cosa? Impossibile colpirla? Certo, lo so bene! Ma così come ci ha ricordato Rovira credere che sia possibile colpirla, ti avrà allenato, tu avrai perseverato e con molta probabilità sarai diventato il miglior tiratore in circolazione. Ti sembra poco? Io ho iniziato a prendere la mira: vediamo chi la colpisce prima?

 

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