Shares

Buongiorno, benvenuti in questo mio piccolo mondo, grazie per dedicare del tempo alla lettura di queste pagine. Oggi è il mio “18×2 compleanno” (sono diventata maggiorenne per la seconda volta ed è ora di crescere) e proprio oggi mi sono finalmente regalata un blog. Ora vi spiego perchè.

Il rifiuto a priori del mondo virtuale:
Mi trovo costantemente a contatto con persone che per differenti motivi percepiscono il mondo virtuale e quindi il futuro ad esso connesso, come un mostro sconosciuto dal quale difendersi: troppo difficile, troppo complicato, troppo nuovo, troppo da giovani, troppo veloce, troppo tecnico… (troppo pigri? troppo legati al proprio passato?). La conseguenza è il disinteresse a priori: per loro questo atteggiamento si trasforma nella perdita di una grande opportunità di crescita personale,  per noi addetti ai lavori rappresenta la perdita di possibili contatti da sviluppare.
In azienda o con gli amici, mi trovo spesso a spiegare le potenzialità strategiche e comunicative di questo mondo: Internet, i Socialnetwork, e-mail marketing, newsletter, DEM,  la condivisione di contenuti…

Non sono un “tecnico”, semplicemente “uso” questi luoghi virtuali  per passione personale (ancor prima di avere finalità legate al puro business): cerco quindi di trasferire le mie quotidiane scoperte a chi ancora è a digiuno di “Internet-Social-experience”.

Un piccolo esame di coscienza per noi addetti ai lavori:
Quindi, sono “gli altri” che non approcciano? Oppure, a volte, ci dovremmo mettere dalla parte di chi vorrebbe, ma non può?  Mi spiego meglio:
A mio parere, credo che manchi un vero anello di congiunzione tra gli specialisti del settore che “laikano” “sherano”  “followano” “pinnano” e le persone comuni.
Le persone comuni (attenzione!!! termine da non intendersi con accezione negativa, ma che descrive coloro che non sono necessariamente a contatto con un Tablet o uno Smartphone tutto il giorno) si interessano al mondo virtuale ma, spesso, si scontrano con la mancanza di informazioni, terminologie, carenza di praticità tecnica. Sicuramente molto dipende dal volere personale, dalla sua curiosità, dalla sua voglia di imparare, ma spesso credo sia anche conseguenza dell’atteggiamento di noi addetti ai lavori. Quotidianamente e necessariamente abbiamo a che fare con chi “parla” come noi e, a volte (ammettiamolo), ci piace sentirci parte di un’elite “ma come? No dai! Non sai cos’è Pinterest? Ma dove vivi?”.

FUTUROSEMPLICE: educare alla condivisione per essere veramente SOCIAL
Un giorno pensando a questo concetto e ragionando in termini strategici (costo/contatto), mi sono chiesta quanto potrebbe fruttare, in termini di sviluppo dei contenuti messi in rete e del business, dedicare più tempo anche alla formazione di persone>utenti piuttosto che solo ed esclusivamente all’implementazione tecnologica di software o contenuti di un sito (sia esso un social, o un sito con finalità di e-commerce o di promozione). Non me ne vogliano i web designer o gli sviluppatori: credo che entrambi gli aspetti siano necessari e complementari. Se io, che mi descrivo come esperta in comunicazione, non dedico tempo a creare un futurosemplice, ad educare, coinvolgere e implementare i miei contatti, non potrò sviluppare ciò che è l’essenza del voler partecipare in rete: non favorirò la vera condivisione e non sarò mai veramente Social!

Allora costruiamo fin da ora un “EASY FUTURE FOR COMPLICATED PEOPLE!
Credo realmente che noi comunicatori dovremmo essere più attenti a questi aspetti. Quando le persone e le aziende capiranno che partecipare on-line, rendersi visibili è un modo per affermare la propria identità (personale o d’azienda) e che questo partecipare è legato ad un arricchimento in termini di visibilità e crescita personale, li avremo trasformati in utenti. Ogni persona ha il suo mondo da raccontare, le proprie esperienze, da condividere; ogni azienda, piccola o grande, ha il proprio background da raccontare e necessita di nuovi modi per fare business. Ogni storia è interessante e arricchisce se condivisa.
Certo, un futuro con un mondo condiviso sembra quasi utopistico, ma non è impossibile. La vera sfida sarà avere a che fare con le persone: quelle sì che sono complicate!

Spero abbiate apprezzato questo mio primo articolo. Sono curiosa di leggere i vostri commenti, sperando veramente in uno spazio di libero scambio, con idee che possano far crescere tutti.

Concludo con un video cult e una risata, che ne abbiamo bisogno!
“il futuro è ora? No, è già passato! Azz m’ha fottuto”

Buona visione e buon futurosemplice!
Rosa

Shares