Shares

Chi mi segue lo sa, il 25 e 26 ottobre ho partecipato al blogtour #30IFISTour, organizzato da Banca Ifis per celebrare il 30° di fondazione. Per raccontarvelo ho sperimentato un approccio differente: con un’azione di storytelling just in time ho cercato di coinvolgere chi segue il #futurosemplice direttamente dalla fan page di facebook. Oggi, rileggendo ciò che ho scritto, rivedendo le foto, mi rendo conto che quei testi e quelle immagini sono testimonianza di una grande esperienza che ho avuto la fortuna di condividere con professionisti positivi e veramente bravi, dai quali ho imparato e in mezzo ai quali mi sono sentita veramente bene (nessuno escluso).

banca ifis 3.jpgMa cosa rimane quindi da dire oggi, qui, a evento terminato?

Ognuno dei professionisti che ha partecipato sta trasferendo le proprie impressioni sui propri spazi, col proprio stile. Banca Ifis e la sua storia social la conosco da un anno (qui il primo post e qui l’intervista che Giovanni Bossi aveva rilasciato a Cowinning). Luca Schibuola col suo intervento durante la tavola rotonda, mi ha aiutato a completare le informazioni che mancavano in ambito social aggiungendo particolari che hanno consolidato il mio pensiero positivo nei loro confronti. Ciò che ha acceso però le mie lampadine sono stati gli input lanciati dall’intervento di Giorgio Soffiato di Marketing Arena e presente col doppio compito di consulente e professionista. Non nego che a conclusione lavori, mi sarei aspettata anche un intervento dai responsabili della banca più orientato a carpire quali fossero le nostre idee a proposito del loro futuro. Invece no, perchè Banca Ifis non si è smentita e così come ha scritto Giorgio nel suo Articolo:
“il blogtour crea un’occasione e lascia che le cose acca­dano, moni­tora e faci­lita, osserva e con­di­vidi, ma non pre­ten­dere di diri­gere le emo­zioni di per­sone che, prima che influen­cer, sono esseri umani”.
Così è stato.

Il confronto

Una dopo l’altra le slide e i video proposti hanno sfiorato alcuni argomenti che hanno di fatto innescato discussioni libere. Alcune domande? Consulente/agenzia o forza interna? Ha senso parlare di blogger oggi? O ancora, tu blogger perchè sei qui? Quale futuro per i device per l’home banking? Quanto saranno social e integrati tra vita reale e virtuale? (Che senso ha ormai distinguere?). Non nego che mi sarebbe sinceramente piaciuto continuare la discussione nonostante il tempo a nostra disposizione sia volato.

banca ifis 7Ognuno nella propria specificità ha focalizzato domande e interventi: da tool e analisi concrete del tipo “come fate per…”, agli aspetti legati al personal branding, all’economia o alla gestione del personale. Mentre ascoltavo, ho iniziato a ragionare su quello che è il mio ambito: la strategia ma, soprattutto le dinamiche comunicative sociali (prima ancora di essere social) che credo essere sinceramente il vero segreto di questa azienda.

Banca Ifis è un modello di business riproponibile?

Qual è il vero mix bomba di Banca Ifis di cui tutti abbiamo discusso e del quale siamo rimasti sorpresi? Qual è il modello di business che vorremmo suggerire ai nostri clienti? Cosa li sta rendendo così speciali? E ancora, così come ha chiesto Giorgio a noi, “tu come scarichi tutta questa energia a terra”, come riescono a concretizzare così bene e in modo efficace l’energia che si sprigiona dalla loro propensione social?

Sintetizzerei gli ingredienti in tre macro aree: essenziali, irrinunciabili e indissolubilmente contaminate l’una nell’altra.

Propensione innata del management a una comunicazione vera trasparente e genuina a partire dal proprio team: tutti ci mettono la faccia in prima persona e curano innanzitutto il rapporto coi propri collaboratori. Durante una discussione, Giovanni Bossi parlando del Community Manager aziendale non ha detto “quella signora o ragazza che lavora come Community Manager per la nostra Banca…” ma “la Pamela quando lavora…”. Ecco “la – Pamela” non era presente alla riunione ma, son certa che anche grazie ai nostri tweet è diventata subito #unadinoi. Vedi? Non è così scontato che l’amministratore delegato di una banca conosca i suoi collaboratori da chiamarli direttamente e per nome, trasferendo così una confidenza che è sinonimo di vicinanza e stima. Pensaci!

Know how del personale interno che si sente parte attiva ed essenziale del team e che è incentivato a lavorare liberamente e per obiettivi. Mara di Giorgio, energica (a dir poco!) Responsabile Comunicazione della banca, ha dichiarato “io nel mio ufficio lavoro come un imprenditore”. Se lo fa è perché le è permesso farlo! Questo significa avere fiducia e rispetto nelle capacità del personale interno che così, nel tempo, potrà acquisire conoscenza su prodotti sulle dinamiche che un consulente esterno sicuramente non ha.

Formazione e supporto da consulenti empatici e creativi che filtrano la realtà dall’esterno all’interno. Essere social è sicuramente una propensione personale ma, è anche un mix di conoscenze e di stili di vita. Comunicazione che possono essere sviluppati e trasmessi. Insomma, educare il team ai social, alle nuove tendenze è possibile (certo che le menti aperte aiutano eh!). Formare sui nuovi strumenti è possibile oltre che necessario per essere efficaci e sempre più efficienti. Chi vive fuori dalla realtà aziendale ha la percezione delle novità e solo con questa propensione e supporto l’azienda potrà evitare il rischio di atrofizzare la mente del proprio personale interno che è concentrata, di fatto, su una sola realtà e nello stesso mercato.

banca fis 4.jpg

E il futuro? Come sarà?

Le persone che fanno parte del gruppo Banca Ifis, vivono l’appartenenza al team come un tutt’uno tra passione, vita personale e professionale. La genuinità data dalla dimensione ancora “provinciale” di questa realtà sicuramente ha favorito tutto il processo e lo sviluppo trasparente che ho percepito. La banca è in crescita, si aprono nuove filiali, la dimensione di piccola impresa forse rischia di essere minata, allora che fare? Alla domanda “non credete ci sia il rischio di perdere questo equilibrio, questo mix vincente in nome di uno sviluppo che porta necessariamente a nuovi investimenti, inserimento di nuovo personale ecc ecc?”
Hanno tutti risposto compatti:
“No perché noi trattiamo questa banca come la nostra vita: è la mia vita da 30 anni mi nasce da dentro, sono io, siamo noi e le direzioni da prendere le diamo noi” Cit. Giovanni Bossi, Amministratore Delegato.
“No perché prima la sostanza e poi viene la comunicazione” Cit. Mara Di Giorgio, Responsabile Comunicazione.
“No perché queste nuove possibilità (tecnologia e nuovi device) supportano il nostro stile, sono il nostro futuro perché ci avvicinano alla persona. Noi siamo così”. Cit. Alberto Staccione, Direttore Generale.
…in effetti poi mi sono anche detta: se Google, ad esempio, è un’azienda di successo mondiale in cui migliaia di persone vorrebbero andare a lavorare, in Google esiste quindi la stessa spinta, lo stesso cuore pulsante che potrei associare a Banca Ifis, perché quindi avere questo timore?

Dare è la migliore comunicazione

Ecco cosa mi porto via da queste 48 ore! Sì dare: dare in contenuti, dare il proprio vissuto, dare la propria esperienza, dare un sorriso, dare un consiglio, dare la chance ai giovani (presenti con noi anche due promettenti studenti!), dare ascolto a chi è più bravo di te, dare la percezione e la certezza che tu sei importante innanzitutto come persona poi come collaboratore perché ogni scambio genera energia, ogni scambio è un atomo di vita che si incrocia con quella di altri. Se questo scambio è fatto per costruire in modo gratuito, non ti so dire se e quando ma, stanne certo, avrai innescato una bomba talmente positiva che sentirai di essere sulla strada giusta perché stai costruendo concretamente il tuo #futurosemplice. L’uomo di questo filmato ce lo insegna: giving is the best communication.
Grazie
Rosa

Shares