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Eccoci arrivati anche nel periodo dell’anno che tutti amano: il Natale! Yeeeee!!!
(Tutti? Ne sei sicuro?)
Per chi mi segue da qualche anno non è di certo una novità la mia totale repulsione a tutto ciò che è ipocritamente natalizio: il finto buonismo, il torpore della mente che ci ‘impone’ di pensare solo a creare situazioni artificiosamente felici. Il Natale per me ha senso nella sua essenza e radice primaria, ma hai ragione,  il tema di questo post oggi non è ciò che a Rosa piace o non piace, ma quanto tutto questo periodo diventi ancora più faticoso grazie a un uso sfrenato, sconsiderato, superficiale dei social network. 

Il male oscuro che si cela dietro i messaggi copia e incolla

Diciamoci la verità: dal periodo in cui si acquistava la Christmas card a 10 € per poter inviare 100 SMS per fare gli auguri di tempo non ne è passato moltissimo. All’inizio era bello ricevere degli auguri ‘digitali’ personalizzati, poi però qualcosa è cambiato e non solo perché hanno fatto la loro entrata nelle nostre vite i social come Facebook, Instagram o WhatsApp.
Dicevo… diciamoci la verità! La verità è che un SMS (o un originalissimo) messaggio copia-incolla non è così invadente… dai!  Ti permette di inviarlo anche a coloro che solitamente non senti mai e di sentirti in pace perché alla fine nella tua testa pensi ‘ho fatto gli auguri anche a lui/lei/loro’.
E allora via, con le rime, le gif animate, le canzoncine mielose, la neve che scende, le renne con le vocine da bimbo, i babbi natale in mutande o mezzi nudi…
Via con i tag massivi sulla stessa foto, l’invio del video a gruppi di WhatsApp o via chat di Messanger… dai, è così facile!
Avanti con l’invio e la ricezione dello STESSO MESSAGGIO a ‘enne’ persone perché babbo Natale in mutande fa davvero ridere!! (…ma soprattutto è ORIGINALISSIMO!!!!!) e fa niente se queste persone, me compresa, riceveranno per 48 ore lo stesso identico messaggio da tutti i contatti…  

Io mi chiedo semplicemente il perché e mi piacerebbe che riflettessi con me.
Qui non è solo una questione di Social Education, ma di capire quale sia il vero significato di quello che si sta facendo.
Perché la voglia di fare gli auguri si deve trasformare nell’azzeramento completo di qualcosa che si chiama creatività, vero spirito natalizio, voglia di sentire DAVVERO una persona anche solo una volta all’anno?
Perché vedi, il punto non è che ci ricordiamo di qualcuno solo una volta all’anno, anche io ho persone amiche con le quali da anni abbiamo questo ‘ritmo’: la vita ti avvicina, ti allontana, ma ‘almeno a Natale ci SENTIAMO’.
Tutti abbiamo tantissimi contatti in rubrica, accumulati per infiniti motivi: lavoro, hobby, amicizie… Non è obbligatorio fare gli auguri a tutti, nessuno ci vieta di scegliere anche in questo caso di evitare di essere banali o di scegliere il silenzio.

L’invio di messaggi preconfezionati a 300 persone, non è fare gli auguri, non è comunicare ‘mi sono ricordato di te’, ma per me corrisponde a:

  • non avevo voglia di sentirti
  • non ho tempo per schiacciare un bottone e sentirti veramente
  • non sei così importante da dedicarti 1 minuto della mia vita
  • non ho un minimo di creatività che mi porta a scriverti semplicemente ‘auguri Rosa, oggi è Natale, ti ho pensata…’

Facebook, Instagram o WhatsApp: perché NON fare auguri social

Sono troppo categorica? Forse, ma se questo post è servito a farti riflettere ho raggiunto il mio scopo.
Anche a me, intendiamoci, capita di inviare messaggi, auguri o frasi personalizzate, ma cerco sempre di scegliere e selezionare le persone o comunque sono le stesse che frequento anche offline o che sento al telefono anche perché (e qui invece torniamo ai concetti di social education) avere un contatto con qualcuno o di qualcuno, non corrisponde a creare una relazione di valore con questa persona e oggi più che mai, soprattutto a Natale, abbiamo bisogno di umanità e valori.

…che sia un Natale ‘Social educato’ da vivere con le persone che ami e che ti stanno veramente a cuore.


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