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Partiamo dalla base: se ti dovessi chiedere chi è una persona sensibile? Senza leggere il dizionario io credo mi risponderesti con parole che ruotano attorno al significato di debolezza: mi sbaglio?
Hai un amico ‘sensibile’, sei ‘troppo sensibile’… ergo: sei sfigato, piangi sempre, ti impressioni per nulla. Eppure, se anche tu stai pensando questo sei in errore.

Sensibile allora chi è?

Il vocabolario ci restituisce questa definizione:

‘Appartenente all’ambito della percezione o dell’apprendimento per mezzo dei sensi; corporeo, materiale, concreto, fisico: le cose, gli oggetti s.; il mondo s. (contrapposto al mondo intelligibile); bellezza s., quella fisica (contrapposta alla bellezza spirituale o morale); esperienza s., acquisita per mezzo dei sensi.’

Una persona sensibile è quindi tutt’altro che debole! Al contrario è portata in modo innato all’apprendimento che si acquisisce grazie a doti speciali di percezione attraverso i cinque sensi. Ho ascoltato Brian Kramer (sì, ‘quello’ che dice che il business oggi è H2H, cioè human to human) lo scorso anno dal vivo, durante un intervento su quelle lui stesso ha intitolato ‘The six basic Human needs’ ovvero le 6 cose che servono alle persone, quelle su cui far leva, soprattutto nel web e sui social, per far sì che ‘ritornino a noi’ per coinvolgerle e quindi proporre il nostro business. Al termine del suo intervento lo stesso Kramer ha parlato dell’importanza della sensibilità e della necessità di circondarsi di persone sensibili. In quel momento ho capito quanto avrei dovuto migliorare e lavorare sia per me stessa e per i miei clienti su questo tema.

Essere sensibili sul web e sui social è una grande dote strategica

Cosa serve a colui che vuole usare il web o i social per comunicare col proprio pubblico in modo costruttivo?
Sensibilità all’ascolto, sensibilità alla vista, al tatto, sensibilità al ‘profumo’ di cose belle o brutte da raccontare, di atteggiamenti positivi o negativi da tenere e mantenere, sensibilità nel comprendere una persona o nel percepire qual è la proposta più corretta: insomma, sei ancora così convinto che la persona sensibile sia ‘un debole’?
Nella vita, nel web e sui social essere sensibili non solo diventa necessario, ma si trasforma in plus strategico: se dietro agli schermi luminosi non ci mettiamo persone sensibili pronte a usare i propri sensi per percepire umori, tendenze che siano allenate a discutere online con le persone, a comunicare a imparare e a migliorare, il nostro business non farà molta strada.

Non è la rivincita dei ‘perdenti’ o dei timidi, ma di coloro che spesso hanno una marcia in più e per questo arrivano prima di altri…
Circondati di persone sensibili se ancora non l’hai fatto, sviluppa nei tuoi collaboratori doti di sensibilità e stai a guardare cosa e quanto migliorerà nella vita e nel tuo business. Non ci credi? Prova, mi saprai dire!

 

Photo cover thanks: shutterstock

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