Come far nascere una fake news? Come possiamo difenderci e stare allerta per non cascarci e condividerle?

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Come far nascere una fake news? Il tema è a dir poco scottante. Tanti ne parlano, molti si indignano e soprattutto ci cascano, ma come si fa a confezionare una perfetta news falsa? E quindi, come possiamo noi difenderci e stare allerta per non condividerle?

Come far nascere una fake news in 6 mosse

Per capire quali sono gli elementi fondamentali, comuni e trasversali per dar vita a una notizia falsa e virale ho deciso di prendere un esempio concreto, la vincita di Mahmood al Festival di Sanremo 2019 e di suddividere questa analisi in 6 step.

1) Prendi un evento molto seguito e mediaticamente coinvolgente

Sì, scegli qualcosa che nel bene o nel male tutti conoscono. Sanremo è Sanremo, dice l’ormai famosissimo slogan: chi lo ama, chi lo odia, ma anche chi non lo segue sa di cosa si sta parlando e, anzi, spesso è proprio in coloro che si dichiarano ‘contro qualcosa o qualcuno’ che troverai il target ideale che ti aiuterà a far nascere una fake news. I dati parlano chiaro: la finale dell’ultima edizione ha registrato quasi 50% di share con oltre 10 milioni di spettatori, senza considerare il putiferio e l’amplificazione dei social.

2) Prendi un tema caldo che crea facilmente contrasto e polemiche ‘da bar’

Seleziona un tema sul quale sai già che esistono schieramenti nettamente contrastanti, in cui le persone hanno punti di vista divergenti e che esprimono in modo rancoroso, aggressivo. Purtroppo questo atteggiamento, sui social network, lo possiamo ritrovare sia su temi più importanti come quelli legati alla cronaca nera, alla politica, sia su quelli più leggeri (o che dovrebbero essere tali) come ad esempio la diatriba tra vegani e non vegani per intenderci. (…oh mamma… ora se sei vegano mi dirai che non è un tema leggero… era un esempio dai!). L’esempio principe in questi ultimi mesi è la questione immigrati e tutto il corollario di temi ad esso annesso (chi è pro, chi contro, leggi, politica nazionale e internazionale… mettici anche il tema religioso che spesso si incrocia con questo argomento).

3) Scova la miccia per far nascere una fake news

La miccia è un evento che, attenzione, potrebbe essere di per sé falso e inventato, ma spesso è reale ed è per questo che confonde le persone. Mi spiego meglio: per far nascere una fake news ci si può inventare da zero la notizia (un evento, un’azione, una foto ritoccata, un video elaborato…) oppure si prende un fatto reale sorprendente, molto popolare in quel momento e ad esso si associa la notizia falsa. Il nostro caso è quest’ultimo, ovvero la vincita a sorpresa di Mahmood classificatosi al primo posto contro ogni previsione. Il pubblico da casa infatti avrebbe preferito il cantante Ultimo (che in effetti ha ricevuto il 46% dei voti da casa): a premiarlo i giornalisti e la giuria di esperti.

4) Aggiungi a tutto una buona dose di sensazionalismo innescando dubbi su psudo-complotti

‘Clicca e condividi!’
‘Nessuno ne parla ecco perché’
‘La verità sulla vincita di Mahmood’
‘Incredibile: il PD ha voluto la vincita di Mahmood’
‘Perché a Sanremo vince un egiziano e non un italiano: ecco perché’
‘Parla un giornalista: ci hanno obbligati a votare Mahmood’

…ecco potrei continuare con un elenco di titoli da manuale che servono per far nascere una fake news. In gergo marketing potrei dirti che queste frasi si chiamano ‘call to action’ che tradotto significa ‘chiamata all’azione’: presi da una vampata di emozione (se è negativa, rancorosa è ovviamente ‘meglio’…) siamo spinti dalla curiosità a cliccare, guardare, condividere… ovviamente senza verificare se il contenuto è reale, d’altronde basta ‘averlo letto su internet’, no?

5) Uniamo tutto a una bella manciata di ignoranza digitale (o analfabetismo funzionale… chiamalo come desideri)

L’ignoranza digitale (che come sempre ribadisco NON è un giudizio o un’offesa, ma è propria di colui che, ormai credo volutamente, ignora) è quella che ormai, sono davvero convinta, noi scegliamo ogni giorno. Quella che ci ha relegati a piccoli automi che servono solo a mettere like o a condividere, ma che non devono assolutamente ragionare. Quella in cui, purtroppo, molti amano stare salvo poi gridare allo scandalo se cliccano su contenuti sbagliati perché c’è ‘qualcuno’ (la piattaforma, i social, la legge… chi?) che ci dovrebbe tutelare. Quella che, purtroppo, fa tanto comodo a molti.

Mischiamo bene gli ingredienti e…

Per far nascere una fake news fai una prima bella somma di questi elementi:

  1. Evento mediatico forte e coinvolgente (Sanremo)
    +
  2. Tema caldo (immigrazione)
    +
  3. Miccia (Mahmood che vince a sorpresa)
    +
  4. Sensazionalismo e complottismo (se ha vinto a sorpresa, ‘certamente’ c’è qualcosa che non va)
    +
  5. Ignoranza digitale (lo vedo su Internet, quindi è vero).

Il risultato di tutto? Molto semplice:

A Sanremo un immigrato egiziano vince a sorpresa, nonostante Ultimo (cantante italiano) avesse più voti dal pubblico di casa, perché favorito dalla sinistra complottista anti-salviniana, della quale fanno parte la maggior parte dei giornalisti che l’hanno votato.

Et voilà la fake news è servita ed è così che personaggi come Gian Marco Saolini, che definirei genio-specialista in bufale online, crea video che diventano virali perché la gente crede e commenta ciò che vede senza verificare. Basta darsi un tono serio per rendersi credibili? Pare di sì! Allo stesso modo basterebbe aprire il profilo dal quale condivide i suoi video per capire che è un fake! Non ci vuole molto, non devi essere un Social Media Strategist! Qui sotto uno dei tanti commenti ricevuti credendo fosse un video reale.

Come difendersi dalle fake news e dalla disinformazione?

Credo che questo possa essere un titolo adatto per il prossimo post. Inizio però a darti alcuni consigli molto sintetici e pratici.
Ricordati che:

  • se il titolo punta al sensazionalismo, al 99% sei di fronte a una notizia falsa;
  • il fatto che tu legga ‘qualcosa su Internet’, non corrisponde a leggere qualcosa di vero;
  • esiste uno splendido sito che consiglio sempre e che è ‘bufale.net‘ è aggiornatissimo direi in tempo reale: prima di farti prendere la voglia di cliccare quel tastino ‘condividi’, fermati, respira, rifletti e fatti un giro su questo sito per verificare se quello che hai letto sia o meno vero.

Per far nascere una fake news e condividerla anche sul tuo profilo, come vedi, purtroppo non ci vuole molto tempo, ma ti rende complice di cattiva informazione. In questo caso chi ci è andato di mezzo sono state le persone che sono scivolate nel credere a un complotto immaginario: fai la figura del credulone e tutto finisce lì. In altri casi, ben più seri, i protagonisti di queste bufale o attacchi mediatici di diverso tipo (camuffati da ironia) si sono ritrovati purtroppo la vita rovinata quindi pensiamoci bene: prima di condividere scegli da che parte stare, accendi Internet e non spegnere il cervello!

P.S. La canzone di Mahmood è bella, ma personalmente avrei preferito un altro podio o la vittoria di Ultimo. Trovo infatti che ci sia davvero qualcosa da rivedere nel sistema di conteggi visto che lui aveva ricevuto il 46% di voti dal pubblico di casa… ed è questa, a mio avviso, l’unica vera notizia 😉


Ph cover by Shutterstock  #collaborazione

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