Shares

‘ciao sono Rosa Giuffrè, Communication Consultant, Social event planner e Digital PR di Como e bla bla bla’…

Sempre difficile auto-definirsi, ma oggi più o meno mi descrivo così. Questo blog è nato con l’instinto. I guru del personal branding dicono, giustamente, che il proprio blog dovrebbe avere il tuo nome, ma quando ho pensato a quello che volevo comunicare, il nome futurosemplice, mi è nato dal cuore. Futurosemplice, lo sai, è ‘easy future for complicated people’ è l’idea, lo stile di vita che  mette sempre al primo posto le persone prima di farle diventare un mezzo per sviluppare il proprio business.

Non avrei mai pensato che stavo dando una nuova definizione a qualcosa che sarebbe diventato parte integrante e fondamentale della mia attività professionale: le pubbliche relazioni.

Mi è sempre piaciuto avere a che fare con le persone, progettare, organizzare, riunirle e vederle stare bene. Poi, un giorno scopro il magico mondo dei social network: meraviglia!
Un mondo che mi permette di potenziare queste attività per il puro piacere di conoscere gente e imparare da loro. Io da sempre adoro le pubbliche relazioni, ma credimi che è strano scoprire che puoi dare un nome a tutto questo. Quale? Il Digital PR!.

Conosciamo tutti il concetto ‘old’ di Pubbliche Relazioni?

Una volta, quando il magico mondo dei social network non avevano ancora cambiato le modalità comunicative, chi si occupava di Pubbliche Relazioni era un professionista che lavorava principalmente offline e sinteticamente aveva l’obiettivo di far conoscere l’attività di riferimento a esponenti di spicco del mondo della comunicazione, soprattutto giornalisti, attraverso l’incontro diretto o col supporto di telefono o mail. Oggi il concetto si è evoluto: non più solo contatto diretto (che rimane fondamentale), ma il potenziamento e la ricerca di contatti di valore tramite la Rete. È proprio qui che troviamo la chiave di volta per capire l’evoluzione di questa professione: il Digital PR non cerca più solo giornalisti o persone appartenenti a categorie professionali predefinite, ma cerca persone, siano esse influencer, blogger o semplici utenti, appassionati e attivi in un determinato settore. Per questo motivo non si può più parlare di Pubbliche Relazioni (Public Relations), ma di People Relations cioè di relazioni con le persone che non cerchi più solo perché strumento o mezzo per dare voce ai tuoi progetti a un pubblico più vasto, ma perché prima di tutto ne apprezzi il valore.

Il Digital PR non è per tutti

 

Rosa Giuffre Digital PROggi i social network permettono a chiunque di salire su un palco, di avere il proprio pubblico ma, così come spesso ti ricordo, i social rivelano chi sei. Il networking di valore è un ottimo modo per sviluppare il tuo business, ma sarebbe un grosso errore pensare di sfruttare i Social solo con questa finalità. Se non costruisci il rapporto sincero e personale con le persone, dimostrerai di non aver capito nulla, i tuoi contatti lo percepiranno. Creare un networking di valore (così come ti ho raccontato in questo post), richiede tempo, pazienza. Il Digital PR quindi, non è solo una professione che uno si sceglie perché è bello definirsi così, perché ti porta a vivere eventi o a viaggiare e a conoscere gente, ma un’attività veramente coinvolgente che mixa conoscenze personali, capacità di relazione, istinto, formazione, propensione all’ascolto e, a mio avviso, anche una giusta dose di sensibilità perché hai a che fare con persone che vuoi sinceramente conoscere e non perché sul loro viso ci immagini un bell’Euro stampato sulla fronte.

Ma cosa fa un Digital PR?

Un Digital PR può essere una figura interna o esterna a un’agenzia e nella sua giornata compie veramente moltissime attività. La finalità, così come ti ho detto, è quella di promuovere un progetto che può essere ad esempio una campagna, un evento coinvolgendo su ogni canale digitale i professionisti, gli utenti che reputa più coinvolti e vicini al concept. Una volta definita la strategia di comunicazione con l’agenzia e il cliente, il Digital PR parte con la sua attività.

Come agisce un Digital PR?

Dire che non ci si improvvisa è banale? Forse no, perché la figura del Digital PR è una di quelle nuovi professioni del web che spesso (purtroppo) sono bistrattate e confuse. Il Digital PR professionista non può esimersi da questi step (e forse questo elenco potrà servirti per capire tu stesso se chi hai davanti è un fuffaro o una persona seria e professionale).

  • Formazione: è necessaria e vitale. Deve essere continua e costante. Oltre a una buona preparazione culturale perché si deve districare in molti ambienti, il Digital PR deve conoscere tools, possibilità offerte dalla Rete per essere efficace e efficiente.
  • Il networking. Chi sono le persone con cui hai a che fare? E se tu non sei un digital PR: quali sono le persone che il tuo Digital PR coinvolge? Sono persone di valore? Comunicano? Non entro nel ginepraio di come poter definire chi sono i così detti ‘influencer’, ma tu stesso hai la possibilità di verificare se la selezione fatta dal tuo professionista di riferimento ha valore. Basta girare un po’ per la rete, verificare i contenuti dei blogger coinvolti, il tone of voice. Lascia stare numeri di followers, guarda la qualità di ciò che uno pubblica. Ora dirò qualcosa che va contro me stessa: fidati del tuo Digital PR, ma hai tutto il diritto di attivarti e verificare. Di fuffari ce ne sono molti in giro, non farti buttare solo fumo negli occhi!
  • La presenza. Ci devi essere, punto. Online: con una presenza costante, attenta alle tendenze, alle persone con le quali discutere e interagire. Offline: durante gli eventi (siano essi organizzati o meno da te) perché preziose possibilità di incontri, nuove conoscenze e consolidamento di rapporti nati in Rete.
  • Organizzazione. Per poter coinvolgere le persone giuste è necessario essere organizzati (liste, file, temi, contenuti). Esempio: se hai un evento a Catania sul food, online potrai coinvolgere influencer in target, ma durante l’evento? La capacità di ottimizzare tempo e risorse è veramente fondamentale. Nell’organizzazione io contemplo anche la capacità di essere multitasking e sempre online (cosa non da poco soprattutto se sei in mobilità continua)
  • Content curation. La professione del Digital PR si è evoluta, ma il succo risulta essere quello: produrre contenuti da condividere, che siano interessanti e coinvolgenti. Non più quindi solo comunicati stampa o media kit, ma vere e proprie attività di coinvolgimento che spesso partono anche dal tuo blog personale attraverso il quale traspare chi sei.
  • Analisi. Un buon Digital PR analizza: pre, durante e post evento l’andamento della sua attività, i risultati ottenuti. In genere senza doverlo spacciare come servizio aggiunto dovrebbe consegnare un report di analisi che in maniera trasparente riassuma le attività svolte e i risultati ottenuti (engagement, social media analysis ecc). I numeri servono.

Consigli alla #futurosemplice per chi vuole fare il Digital PR

Communication Consultant , Social event planner , Digital PR di Como

Come vedi non è così banale essere un Digital PR, se pensi di volerti mettere in gioco e provare a misurarti con questa professione, il mio consiglio è quello di iniziare a osservare, leggere, seguire, percepire gli altri come fanno, cosa fanno.

Abbi pazienza: prima, durante e poi mentre lavorerai come Digital PR (perché avere a che fare con le persone non è per nulla semplice), quindi se non sei predisposto ai contatti umani, lascia perdere!

Abbi l’umiltà di metterti sempre 10 passi indietro rispetto al tuo cliente: il successo di un evento non si misura dal numero delle tue selfie con i VIP invitati, ma da quanto sarà soddisfatto e da che ritorno riceverà chi ti ha commissionato il progetto.

Non avere fretta, non copiare la strada di nessuno, trovati la tua nicchia. Costruirsi un networking sul quale lavorare non è un gioco da ragazzi, ci vogliono anni, ma se l’istinto ti porterà a questo, sappi che starai facendo uno dei lavori più belli del mondo.

photo credit: Florian SEROUSSI via photopin cc

Shares