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Chiudi gli occhi, immagina un’azione che compi ogni giorno, direzione ufficio. Tu assorto nei tuoi pensieri. La routine. Poi improvvisamente una folata di vento… forte, violenta inaspettata. Chiudi gli occhi, inarchi le spalle ricurvo su te stesso per proteggerti. Tieni stretto tutto ciò che ti è più caro: fogli, appunti, quaderni…sono la tua vita, i tuoi ricordi e cerchi di trattenerli con tutte le tue forze. Ma il vento è più forte e ti strappa dalle mani tutto. Il vento ti sposta ti infastidisce è freddo e pungente sul viso. Una sensazione di disagio ti pervade. È faticoso contrastarlo e ti arrendi: ti obbliga a girare su te stesso, ti fa girare la testa e perdi inesorabilmente la direzione che ti eri imposto, anzi… percepisci che cambi direzione perchè la potenza di quella folata ti ha obbligato a farlo… subisci fiducioso perchè quel momento, lo sai, passerà. Preghi Dio che lo faccia passare presto. In fondo è solo vento – ti ripeti – in fondo è solo vento… passerà. E il vento passa e se ne va via, con lo stesso stupore con cui hai percepito il suo improvviso arrivo, ti lascia solo, ma la percezione di smarrimento affievolisce pian piano.. perchè… sì, il vento è passato e sei di nuovo stabile.

Riapri gli occhi.

Accenni una smorfia constatando i tuoi capelli arruffati. Sì, accenni una smorfia compiaciuo perchè una stupida, repentina folata di vento ha spazzato via ciò che avevi tra le mani e credevi importante. Alzi la testa e guardi dritto. Questa via davanti alla quale ti ritrovi dopo essere stato sbattuto non l’avevi mai considerata: ma come, per anni hai percorso l’altra strada… perchè cambiare direzione? Però non guardi indietro, non cerchi la vecchia strada, anzi, con gli occhi ancora un po’ stropicciati guardi meglio e finalmente vedi… vedi case, persone, colori. Percepisci in lontananza della musica che ti piace e gente che ride serena, canta. Inaspettatamente arriva al tuo naso infreddolito un profumo di pane appena sfornato…Sì proprio da quella direzione, quella che non avevi mai considerato. Percepisci allora che quel vento ti ha indicato una strada. In ufficio ti aspettano ma, questo pensiero vola via come tutte quelle cose che credevi importanti e che in un attimo non lo sono state più. Ed ecco, illuminato da un raggio di sole, aprirsi sul tuo viso un sorriso rilassato e compiaciuto perchè hai capito. Quel vento ti ha lasciato qualcosa che non poteva strapparti via, ti ha lasciato l’essenziale ciò da cui ripartire e che troppo spesso non avevi più ascoltato: te stesso e la voglia di riaprirti alla vita. Ringrazi Dio per avertelo fatto capire. Fai un bel respiro mentre senti di dover allungare il primo tremolante passo verso quella via… e poi il secondo e il terzo: un (piccolo) passo dopo l’altro, un (fermo) passo dopo l’altro, un (deciso) passo dopo l’altro…

Se sei qui e stai leggendo, è perchè tu sei una di quelle persone che ho intravisto in questa via: che tu sia quindi il benvenuto in questo mio nuovo anno, in questa mia nuova vita, in questo mio nuovo blog, in questo mio nuovo inizio.
Buon #futurosemplice, Rosa

Qualche sincero GRAZIE…
Grazie a Sergio amico e professionista, saltato a piè pari nel #futurosemplice fin dal primo incontro. Grazie al team di Artera e in particolare a Tania per la sua pazienza. Scelgo Matteo in nome e per conto dei tanti followers che mi seguono con affetto fin dall’inizio: li ho nominati ufficialmente “scudieri del futurosemplice” perchè a volte… ci credono più di me, grazie col cuore. Mara, col naso in su ti vedo sorridere… Grazie a chi si è rivelato vero amico (vero). Grazie, infine a chi ti rendi conto essere l’unico pilastro che ti sostiene con amore… quello vero, leale e sincero: ieri e soprattutto oggi grazie solo ed esclusivamente alla mia famiglia.

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