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Grazie al mio lavoro ho spesso modo di incontrare persone dalle quali c’è solo da imparare e con alcune è nata subito un’ottima sintonia, così com’è successo con Michela Guerra Regional Head Digital Marketing, Content & Communication di SAS Italy.
Definirei Michela molto ‘futurosemplice’: diretta, empatica, concreta, legata a valori importanti e con una visione del futuro che è riuscita a trascinare al successo l’azienda per cui lavora. Per questo motivo, quando è stata inserita dalla rivista Digitalic, nell’elenco delle 15 donne più influenti nel digitale in Italia ho voluto farle un’intervista che alla fine si è trasformata come credevo in una chiacchierata che mi ha permesso di conoscerla ancora di più, di affrontare temi che ormai non sono più appartenenti al futuro, ma già alla nostra realtà, e di riconfermare la stima che provo per lei certamente come professionista, ma prima ancora come persona. 


Chi è Michela Guerra?

Michela, è una donna che ha sempre lavorato nel settore marketing e comunicazione. Ho sempre studiato marketing communication, ho avuto un percorso di studi e formazione lineare, sempre caratterizzato dal piacere delle cose che ho fatto. Per questo motivo posso dire oggi che sono un’innamorata del mio lavoro e per questo mi sento davvero fortunata. Credo che l’intuizione della vita, per me, è stata quella di capire che mi piaceva comunicare, mi era ‘facile’ comunicare e quando qualcosa ti risulta ‘facile’, istintivo, naturale, lavorare per farlo diventare un lavoro diventa la normale conseguenza.
Dal punto di vista personale ho una famiglia, vivo a Milano con mio marito e mia figlia Lea di 8 anni che è il vero cuore pulsante e la mia sfida quotidiana perché mi ripeto ogni giorno ‘se ce la faccio con lei ce la faccio ovunque’. Sai Rosa, i figli riescono sempre a metterti di fronte alle tue bellezze e bruttezze senza filtri: lei è il mio specchio. Anche questa per me è stata una fortuna, il mio vero master è lei.

Michela, oggi sei Regional Head Digital Marketing, Content & Communication di SAS Italy e secondo Digitalic sei tra le 15 donne più influenti nel digitale in Italia: come hai vissuto tu il passaggio tra i media tradizionali e il digitale? Quali difficoltà hai avuto e come le hai superate?

Per me è stata un’evoluzione abbastanza naturale, ma nel mio lavoro non è mai una questione personale, è sempre un ingaggio continuo sui diversi team di lavoro con i quali si portano avanti i progetti e le innovazioni. L’evoluzione digitale all’inizio non è stata vissuta da tutti come una grande possibilità e priorità. Nei primi anni era facile pensare potesse trattarsi di un’altra ‘moda’ del marketing o temere che riguardasse un numero troppo esiguo di persone. La mia fortuna è stata quella di lavorare in un’azienda che fa dell’innovazione la propria ragione di esistere. Mi è stata data fiducia, anche in tempi non sospetti. Pensa che già più di 10 anni fa abbiamo aperto il primo blog in SAS Italy, si chiamava ‘InnovaBiz’. I numeri all’inizio non erano confortanti, abbiamo dovuto superate difficoltà e avere pazienza (serve proprio a questo essere innamorati di ciò che si fa). Ma quell’esperienza, che negli anni si è trasformata, ci ha permesso di farci trovare pronti.

Ormai ovunque senti dire ‘i Big Data e l’analisi dati, è il futuro’. A me sembra un po’ come dire ‘il nero sta bene con tutto’. La realtà è che ancora troppe PMI non sfruttano a pieno questa potenzialità: cosa fare e come fare per arrivare a comunicarne l’importanza?

Tanti ne parlano, ma ancora troppo pochi ne sfruttano appieno le potenzialità, hai ragione Rosa. In Italia siamo all’avanguardia in molti settori: food, design, fashion, manifattura… siamo figli di Leonardo, l’italiano è una persona straordinaria. Ho la fortuna di lavorare in un contesto internazionale, da cui imparo molto. Ma devo dire che noi italiani ci distinguiamo sempre per intuizione e capacità. Dovremmo esserne più consapevoli. È vero, c’è ancora tantissimo da fare è una sfida costante. Come arrivare alle PMI, trasmette il valore dell’innovazione? Comunicare in modo consistente e utile, passare il messaggio che la tecnologia non è qualcosa di lontano e difficile, servire le aziende è fondamentale.
Nel mondo dell’innovazione molti concetti diventano superati nel giro di pochi mesi. Oggi siamo già nell’era di ‘machine learning’ ‘artificial intelligence’ che presuppone un uso sapiente dei dati e della loro analisi. Il mio è un mondo talmente veloce tanto che non è futuro, ma è già il presente per le PMI. Ti faccio un esempio concreto: se un imprenditore agricolo dovesse rompere una macchina agricola, a sorpresa, che danno avrebbe? Si fermerebbe parte della produzione, con conseguenti danni economici. E se invece lo stesso imprenditore potesse prevenire quel guasto grazie a dati e sensori in grado di avvisarlo per tempo ed evitare lo stop produttivo? Nel secondo caso sarebbe più facile comprendere il valore della tecnologia, senza soffermarsi sugli aspetti ‘tecnici’. Ecco, questo non è futuro, ma è già presente!

SAS Forum: un appuntamento ormai diventato fisso nell’agenda di tante imprese italiane. Perché è così importante, quali sono le finalità e soprattutto perché esserci?

Il SAS Forum ha oltre 10 edizioni alle spalle e all’inizio era considerato un evento di settore, per pochi. È una macchina straordinaria che coinvolge tutto il team di SAS Italy. L’intuizione è stata trattare temi considerati di ‘nicchia’ in un modo accessibile a tutti. Oggi attorno a SAS Forum c’è una vera community che riflette e si confronta sui temi dell’innovazione: dai big data, al machine learning’, dall ‘artificial intelligence’ al risk management, dalla customer experience, al data management.
Non abbiamo mai voluto portare SAS in quanto azienda, ma vogliamo che SAS Forum regali una visione generale, capace di arricchire l’ospite sia da un punto professionale sia da un punto di vista personale. Siamo sempre molto attenti ai feedback dei nostri clienti e ospiti e ci impegniamo a migliorarci anno su anno. Unire leader culturali che sappiano ispirare la platea nella sessione plenaria e fornire nel pomeriggio ben 8 sale in cui le aziende portano le proprie case study di successo, permette all’imprenditore e al manager di formarsi, di non ricevere solo teoria e una visione di cosa sta succedendo nel mondo, ma anche spunti concreti su ciò che si può ottenere con l’analisi dei dati in molti ambiti diversi. Questo approccio ci rispecchia, perché SAS  vende progettualità, non solo software. E i progetti sviluppati con i nostri partner e clienti aprono nuovi mercati e cambiano modelli di business.

Digitalic ti ha dato un riconoscimento importante, ma questo elenco è fatto solo di donne: cosa ne pensa Michela Guerra di queste classifiche che, a seconda del punto di vista con cui vengono lette, possono favorire o meno la distinzione tra uomini e donne nel campo professionale?

La prima cosa che ho detto quando ho ricevuto questo riconoscimento è che lo dedico al mio team, senza esclusione di genere perché fatto da uomini e donne, ed è proprio questa la nostra forza!
Intendiamoci, a me ha fatto piacere essere nella lista, ma prendo questo riconoscimento come un riconoscimento di gruppo e non in quanto ‘donna’, ma come persona che nella sua attività quotidiana ha fatto qualcosa di stra-ORDINARIO insieme ad altre persone. Vedi Rosa, lo stesso approccio, cioè quello di voler inconsciamente creare distinzioni a volte capita anche tra giovani e meno giovani: è giusta l’attenzione che si deve rivolgere a loro, ma ai cinquantenni chi ci pensa? No, non amo le distinzioni di genere: credo che esistano delle persone che hanno competenze, entusiasmo e che hanno qualcosa di bello da dare e fare. E non solo all’interno di gruppi ristretti. SAS ad esempio collabora da tempo con Marketing Arena, un’agenzia digitale che tu conosci bene e che ci permette di non chiuderci mai in noi stessi ma di avere sempre la giusta tensione verso il nuovo e il diverso. I progetti che funzionano sono quelli in cui persone differenti mettono a disposizione le diverse competenze. L’innovazione avviene solo se ti apri.

Recenti studi alla Oxford University confermerebbero come l’analisi psicologica predittiva sia tra i temi più delicati, ma attuali. Basti pensare che, sempre secondo questi studi, Trump ha vinto proprio grazie all’applicazione estrema di queste teorie. Tu che ne pensi? Tra big data e privacy come troviamo un giusto equilibrio?

Il tema qui Rosa, per me, è molto chiaro e si riassume in una parola: permission.
Quanto sei disposta a concedere i tuoi dati? A chi? È labile e sottile la differenza tra la protezione del dato/privacy e la necessità/volontà di avere un servizio migliore. Pensaci bene: se ‘Michela’ ha un abbonamento e quando accende la TV vuole vedere solo contenuti che gli piacciono senza perdere tempo, ecco allora che lasciare i dati consapevolmente, rispettando la GDPR europea, con la certezza quindi che gli stessi non saranno ceduti dopo la risoluzione del contratto, può essere un buon compromesso, no? È certamente un tema caldo: il confine è il servizio.
Pensa all’ IOT, fino a che punto sei disposta a cedere o vendere dati a terzi in ottica di servizio purché ci siano regole chiare che tutelino la persona? Qui non siamo solo su un tema dati, ma di trasparenza e consapevolezza: dove viene usato il tuo dato, come e perché? E oggi, il GDPR, è un risultato grandissimo.
Il vero tema è l’uso che se ne fa delle cose, è come il web o la dinamite.
L’approccio etico, il rispetto della persona per SAS è fondamentale, non potrei lavorare per un’azienda che mette solo il business al primo posto. Io sono anche mamma e quindi il futuro per me dovrà essere etico, libero e consapevole, orientato al servizio, non al prodotto. Con forte orientamento a servire le persone. ‘La gente perbene ha sempre voluto avere a che fare con gente perbene’ e per-bene non faccio certo riferimento a élite, ma a chi agisce ogni giorno con trasparenza e correttezza. Tecnologia, innovazione, digitale… ma rimaniamo e siamo tutti esseri umani e questo, non cambierà mai.


Ringrazio nuovamente Michela Guerra per il tempo che mi ha dedicato, ma soprattutto per gli spunti di riflessione sul digitale e sul futuro che ha voluto condividere con tutti noi.
Buon futurosemplice Michela! 😉 

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