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Barbara, detta Pina, incrociata come tanti in rete non me ne sono più separata. Non è amicizia è pura stima “a pelle” perchè le anime belle si riconoscono subito. Poi un giorno leggo il suo blog (gliulivelli) e scopro che ha 42 anni anche se come dice lei “i segni del tempo che vedo sul mio volto e altrove non coincidono con il mio sentirmi ancora una bimba”. Vive nella meravigliosa Isola d’Elba è ex istruttrice si Jazzercise e oggi è educatrice professionale in un Centro per disabili. Più che un lavoro la sua è una vera scelta di vita abbracciata e supportata da tutta la sua famiglia marito (“quell’uomo speciale che è Andrea, l’uomo più bello del mondo (per me)”, figli e genitori compresi che spesso sono presenti con lei al centro. Barbara ha creato per i “suoi” ragazzi un progetto web che integra anche esperienze sui social network. Pensate: quanto sarebbe bello se il nostro mondo di pazzi comunicatori fosse veramente attento a mondi differenti? Impariamo da Barbara il vero significato di cultura social?

  • Ciao Barbara, anzi no, Pina…iniziamo da qui? Perché Pina?

Pina è un nomignolo che risale alla mia precedente vita. Mi fu assegnato circa 25 anni fa dal mio fidanzato di allora (che è diventato poi ex marito!) Ha una connotazione affettuosa e scherzosa, è per questo che lo conservo con piacere e ci sono alcuni amici che mi chiamano solo ed esclusivamente Pina.

  • Vivi in un posto meraviglioso ben radicata e ferma su 4 elementi (così come li chiami tu) che compongono la squadra dei Gliulivelli (e che poni sempre al primo posto nella tua vita… ). Sveliamo agli amici del #futurosemplice dove vivi e di cosa si tratta?

È vero, vivo in un posto meraviglioso, l’Isola d’Elba. Troppo spesso non apprezzata e valorizzata come si deve dai suoi abitanti. Forse un territorio chiuso, come è normale per un’isola; ecco perché la mia esigenza di spippolare e rendermi più social possibile -ve lo racconto dopo il significato di questo termine che piace tanto a Rosa!-. Gliulivelli siamo noi: Barbara, Andrea, Caterina e Melissa: 4 giocatori di una squadra, dove ognuno gioca un ruolo diverso. Proprio in quanto squadra credo che il ruolo e il rendimento di ciascuno di noi influenzi in qualche modo il risultato finale della “partita”. In poche parole credo che in una famiglia alle azioni di un membro corrisponda sempre una reazione degli altri familiari, ecco perché bisogna fare i conti ogni giorno con l’altro: la nostra individualità deve incastrarsi con quella dei nostri familiari.

Barbara con Andrea, Caterina e Melissa “la famiglia è come una squadra dove ognuno gioca un ruolo diverso”

Barbara con Andrea, Caterina e Melissa “la famiglia è come una squadra dove ognuno gioca un ruolo diverso”

  • Tu hai un blog “gliulivelli: come vivere con creatività, buon senso e buon gusto”, dal quale traspare chiaramente l’energia e la tua voglia di comunicare valori concreti, sani e veri come la famiglia e solidarietà… Tu però non sei una “professionista del web” ci spieghi meglio cosa fai?

Sono un’educatrice professionale di un centro per disabili. Appena ho avuto la possibilità ho messo a frutto la mia grande passione per le nuove tecnologie (per il pc in generale, prima che comparissero i social networks) curando un laboratorio di computer dove i “miei” ragazzi potessero lavorare per il mantenimento delle proprie conoscenze scolastiche residue, ad esempio con la dettatura lettera per lettera, oppure con semplici esercizi di alfabetizzazione.

  • Se sei qui lo sai… “il futuro sarà semplice, è la gente che è troppo complicata”… così come purtroppo il presente di molti ragazzi coi quali condividi le tue giornate… “purtroppo”? A differenza di approcci esterni tristi e rassegnati, da questi ragazzi e sicuramente da te, traspare serenità e spesso gioia… Ci spieghi cosa succede?
mano stefy

Mano nella mano: Barbara e Stefy. Un’amicizia davvero speciale

È molto semplice: questi ragazzi vivono una vita che per loro è sempre stata così, siamo noi che siamo portati a fare confronti con quello che siamo noi e quello che “avrebbero potuto essere loro”. Ti faccio questo esempio: se io non so leggere e tu sì, io non mi sento inferiore a te, è una mia caratteristica, io non so leggere, tu sì. Credimi Rosa, per molti di loro (non per tutti per carità) la vita è davvero molto più semplice di quello che si creda. Il problema è magari più grosso per le loro famiglie con la questione del “dopo di loro …” ma questo è tutt’altro argomento.

  • Scrivi che “hai lottato” per avere una finestra sul mondo del web per il “Centro Casa del Duca”. Perché per te era così importante?

Perché il Centro di Casa del Duca è un bel posto. I ragazzi sono sereni, possono “fare” tanto ed avere una vita di qualità. All’Elba troppo spesso il centro è stato visto dalle famiglie di ragazzi diversamente abili come ultima spiaggia. La mia “missione” attraverso i social era proprio dimostrare il contrario. Facebook è stato un ottimo strumento per far vedere al grande pubblico le attività che vengono svolte all’interno della struttura ed anche quelle di terapia occupazionale, senza dimenticare le varie occasioni socializzanti che offriamo ai nostri ospiti come le feste e le gite. I fatti mi hanno dato ragione e in questi ultimi anni il Centro ha incrementato la sua popolarità positiva!

  • Né disabili, né diversamente abili, solo NOIALTRI… Cosa significa?

Noialtri è un termine toscano per indicare “noi”. Nel significato che ho voluto dargli indica “inclusione”; noi e loro; è il nostro gruppo/famiglia/Centro. La linea divisoria tra operatrici e utenti non c’è. Siamo un gruppo, una squadra, la mia filosofia di vita vale qui come a casa.

  • Il contatto e la gestione dei Social è fatto da educatori oppure partecipano alla gestione anche i ragazzi che ospita in Centro? E se sì in che modo?

221840_101875703233436_488456_nPrevalentemente la gestione dei social è lasciata a me ma, solo raramente mi trovo ad aggiornare o gestire qualcosa da sola! Il bello è proprio quello, il laboratorio di computer è un luogo di condivisione e di scambio: i ragazzi (a gruppi) sono con me a scegliere che foto pubblicare, a decidere cosa scrivere e a chi … insomma è un vero caos di risate e battute! Seguiteci vi aspettiamo sul nostro Blog, su Facebook e su Twitter!

  • Credi che il web e i social, possano integrarsi in un percorso educativo o ludico per questi ragazzi? Se sì come?

Nel nostro caso sicuramente ludico. Contribuiscono a farli uscire fuori, a farsi conoscere. Credo che più che altro però facciano bene a “voialtri”, affinché possiate rendervi conto che non necessariamente disabilità è sinonimo di infelicità e disgrazia.

  • Tu sei l’esperta, allora ora dimmi e fai capire a “noi esperti di comunicazione” cosa potremmo fare per renderci utili e orientare le nostre scelte anche verso queste associazioni e verso questi ragazzi. Ci dai insomma qualche consiglio e il tuo parere?

La domanda è difficile perché in fin dei conti cosa fa un “esperto di comunicazione” non lo so neanch’io. Sicuramente divulgare, come stai facendo in questo momento con me, un’immagine positiva del settore, non mi sembra roba da poco. Tieni presente tra l’altro che ancora troppo spesso si tende ad orientarsi verso soluzioni di tipo assistenzialistico individuale, quindi credo che divulgare approcci “socializzanti” e di aggregazione della disabilità, sia invece molto positivo.

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L’Elba, Isola meravigliosa nella quale abita Barbara

  • Prima di chiudere… così come hai fatto con me… insegni agli amici del #futurosemplice cosa vuol dire “spippolare”? (io mi schianto dalle risate ancora ogni volta che sento questa parola, non so perché, ma mi viene così… mi fa sorridere!)

Bello vero questo termine?! Lo usiamo tutti noi toscani. Deriva da “pippolo” cioè “chicco”, originariamente voleva dunque dire “togliere i chicchi dell’uva” per esempio. Nell’accezione più moderna i pippoli sono i “tasti”, specialmente quelli del cellulare o del pc. Spippolare che intendi te Rosa significa dunque “cazzeggiare” con qualche diavoleria tecnologica.

  • Se sei qui è perché tu per me sei assolutamente #futurosemplice per stile e scelte di vita… grazie per come vivi e per il significato che riesci a dare al tuo tempo. Ma per te… cosa significa realmente #futurosemplice?

Io sono una persona complicata, vivere da #futurosemplice vuol dire ricordarmi di dare il giusto valore alle cose, specialmente a quelle che mi sembrano negative ad una primissima analisi. Il mio #futurosemplice è anche aver trovato un equilibrio nel mio disequilibrio!

Grazie Barbara per questa tua #vitadafuturosemplice che mi ha insegnato il vero valore della parola noialtri e che mi ricorda ancora una volta che diversità è ricchezza! Spero sinceramente di poter venire presto per qualche giorno di relax nella tua bellissima isola per conoscere i tuoi ragazzi e… spippolare tutti insieme!
Rosa

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