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50 anni di matrimonio? Sì, lunedì 8 ottobre i miei genitori, l’Imelde e l’Ermanno (noi comaschi, lo sapete, abbiamo il brutto viziaccio di mettere l’articolo davanti a tutto e tutti!) hanno festeggiato ben 50 anni di matrimonio. Sì avete letto bene 50 anni, una vita dedicata alla famiglia. 3 figli 3 nipoti… un traguardo che alla maggior parte delle persone, me compresa, sembra ormai irraggiungibile. Se sono ciò che sono, pregi e soprattutto difetti compresi ;-), lo devo anche a loro e per questo sarò sempre riconoscente.

futurosemplice

Coinvolgerli in questo piccolo spazio mi è quindi sembrato naturale. Il #futurosemplice, come spesso ripeto, si costruisce col presente, ma anche con uno sguardo al passato dal quale poter imparare. Gli anziani hanno tanto da insegnarci ed è così che nasce questa intervista: un modo per mettere in relazione ieri e oggi, passato e presente grazie ad un tema che, come vedrete, si può trasformare in uno stupendo anello di congiunzione tra due generazioni. Ne sono uscite risposte sincere e semplici che, attenzione, non è sinonimo di banalità.
Vi riporto le risposte così come mi sono state date, dopo i primi momenti di imbarazzo hanno risposto così:

Cosa vuol dire per voi comunicare?

Imelde: parlare con gli altri.
Ermanno: informare gli altri, iniziare un discorso.

Quali sono le persone con cui parli di più e dove le incontri?

Imelde: in Chiesa, nei negozi, in strada e qualche volta parlo con le amiche che mi vengono a trovare.
Ermanno: le incontro al Bocciodromo o quando vado nelle associazioni delle quali faccio parte come gli alpini o la banda.

Cosa fai quando vuoi rivivere i tuoi ricordi?

Imelde: li ho tutti nella mia mente e quando voglio andare a ritroso apro il “libro” dei ricordi
Ermanno: esaminando il passato.

Se ti dico la parola “Social” cosa ti viene in mente?

Imelde: tante persone insieme.
Ermanno: che a me è sempre piaciuto socializzare e stare insieme agli altri, cercando di trarne il meglio sia dalle discussioni che durante i momenti di tranquillità.

E se ti dico la parola “Community” (che significa comunità)?

Imelde: io vivo nella mia comunità, nel mio paese. Una volta, prima di andare a vivere nelle case singole, esistevano tante piccole comunità perché si viveva nelle corti. Le famiglie erano allargate  perché nonni, figli e nipoti vivevano tutti assieme. Ci si conosceva tutti, alla sera ci si trovava davanti al camino: le donne da marito ricamavano e si parlava fino all’ora di andare a letto.
Ermanno: per me la comunità è la realtà in cui vivo ogni giorno.

E’ possibile secondo voi che si creino delle comunità virtuali, cioè di persone che si aggregano e si conoscono solo tramite il computer?

Imelde: per me sì, ma io non conosco il computer… e quindi non potrei farne parte.
Ermanno: per me il vero rapporto tra le persone è reale, ma se potessi farlo anche io ne farei parte. Magari persone che hanno gli stessi miei interessi.

Oggi col computer puoi entrare in contatto con persone che stanno dall’altra parte del mondo. Cosa ne pensate?

Imelde: per me è positivo, i fratelli del mio nonno nei primi del ‘900 sono partiti per l’America e di loro non si è saputo più nulla. Non c’era telefono o altro e i contatti si sono persi.
Ermanno: per me è una cosa buona perché posso conoscere persone nuove!

In generale, cosa pensate dello stile di vita di oggi?

Imelde: la tecnologia ci ha aiutato tanto! Ringrazio chi ha inventato la lavatrice. Se penso a quando andavo al Lura (torrente del paese ndr.) anche in inverno e mi ghiacciavo le mani. Oggi non mi sembra vero
Ermanno: per me quello che manca oggi rispetto a tanti anni fa, è che vedo troppa disparità tra le persone: troppi hanno poco e pochi hanno tanto.

I Social Network, sono spazi virtuali attraverso i quali le persone continuano a pubblicare foto, pensieri tutto ciò che li riguarda e le persone vedono, commentano, dicono se quella foto piace o meno… Cosa ne pensate?

Imelde: ma… le cose belle sì, ma le cose molto personali proprio no…
Ermanno: io sono contrario a mettere in piazza tutto: comunque farei un’attenta selezione.

50 anni di matrimonio è veramente tanto tempo, se paragonati poi allo sviluppo frenetico della tecnologia il contrasto è importante meglio ieri o oggi?

Imelde: per me molte cose meglio ieri, per altre meglio oggi: però non puoi paragonare. I tempi erano diversi, il cibo genuino perché mangiavamo quello che c’era e seguivamo le stagioni. Ma anche gli studi. Oggi andate a scuola, io sono stata tra le poche che ha potuto continuare dopo la terza media ed ero fortunata…  tante cose son migliorate!
Ermanno: il progresso aiuta ma deve essere al servizio della società. Oggi pretendiamo, una volta ci accontentavamo e ci bastava così.

Oggi la nostra generazione sembra dipendere dal cellulare. Cosa ne pensate?

Imelde: io non so cosa dirti, quello che penso e che io da giovane ero dipendente dai libri, probabilmente se fossi nata oggi sarei dipendente da Internet con quei cellulari come te… però mi spiace, ho letto che anche a scuola elimineranno i libri e non so se è un bene…
Ermanno: l’eccesso non va mai bene. I ragazzi soprattutto se esagerano con l’uso del telefonino diventano troppo individualisti e fanno fatica a socializzare nella realtà.

Il matrimonio è come una società: qual è il segreto di una unione duratura?

Imelde: 50% ringraziamo il Signore. 50% è dipeso da noi, abbiamo voluto rimanere insieme nonostante momenti più o meno semplici. Ma la vita è così.
Ermanno:  il segreto è la pazienza, affrontando sempre insieme e nel modo migliore tutto ciò che la vita ci ha offerto.

Ultima domanda: se ti dico “futurosemplice” cosa pensi?

Imelde: un verbo e tanta salute!
Ermanno: un futuro senza tribolazione.

Anche tutti noi in fondo passiamo le serate a contatto con le persone delle nostre comunità e davanti a quello che potrebbe essere un “camino digitale” moderno.
Da questa intervista ricevo alcune conferme, la più importante è che l’esperienza ci insegna a non perdere mai di vista i rapporti reali.
Vivere un #futurosemplice è anche e soprattutto questo. Il mezzo aiuta, ma dietro ad un nick o una foto c’è sempre una persona da conoscere e rispettare, con la quale condividere e socializzare.
Noi, “generazione Social” che progettiamo il futuro abbiamo il dovere di non dimenticarlo.

Grazie come sempre per aver letto questo post,
auguro a voi tutti, un ottimo #futurosemplice con uno sguardo sempre fermo al passato…
Rosa

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