"Il futuro è semplice, è la gente che è troppo complicata..."
L’anonimato, fuori e dentro i social, non è mai né onesto né sincero

Il fenomeno Sarahah: insulti anonimi mascherati da ‘onesti feedback’ e la recente scoperta che chi ha installato questa App, ha regalato dati dei propri contatti (email e telefono) a questa azienda. Tutto questo mi ha portato a qualche riflessione perché l’anonimato, fuori o dentro i social, per me non può essere mai né onesto, né sincero.

‘Io, dei social, non ci capisco niente’

Il primo passo di questa nuova consapevolezza parte proprio da qui: da una social education che prima di essere regolamentata da terzi o da una piattaforma è personale perché se la norma è un diritto, la buona social-educazione è, a mio avviso, un dovere.

Salvati dai gruppi! Impara a usare le liste broadcast su WhatsApp

Esiste una possibilità per salvarti dalla rottura di scatole dei famigerati gruppi: no, non devi spegnere lo smartphone 🙂 ma usare le liste broadcast su WhatsApp.

‘Ciao, ti scrivo perché siamo in contatto su Linkedin’

Alzi la mano chi, sempre più spesso, non riceve mail che cominciano più o meno così: ‘Ciao, ti scrivo questa mail perché siamo più in contatto su Linkedin…’. Perchè? Come mai? Analisi semi-seria di un esempio di pessima comunicazione (e relative proposte per migliorare la situazione).

Gruppi su WhatsApp: ma basta! (usarli alla cavolo)

La possibilità di creare dei gruppi su whatsapp attorno a un tema è strategico: ti dovrebbero far risparmiare tempo, dovrebbero favorire il dialogo, dovrebbero essere ambienti utili e di scambio per la finalità per cui sono stati creati. E invece che succede? Che purtroppo per la mancanza di buone regole di comportamento spesso questi gruppi si trasformano in trappole tecnologiche, ma a tutto c’è una soluzione, giusto? Eccone alcune che ti suggerisco.

Esiste un limite morale alla condivisione di contenuti?

Nel web e sui social network esistono regole imposte dal mezzo e regole sottintese dettate dal buon senso che indicano come comportarsi per la condivisione di contenuti. Già… quel buon senso che spesso ci dimentichiamo in nome dei nostri obiettivi di business: engagement, numeri di fan, like… Ma siamo sicuri che tutto (ma proprio tutto) è lecito per centrare il target e il successo? Questa riflessione sulle buone pratiche di condivisione di contenuti online nasce dopo l’ennesima scivolata notata sui social. Riflettiamo perchè l’educazione al buon utilizzo della Rete è un argomento che deve necessariamente interessare tutti. Buona lettura sul blog di Artera

“ C’è davvero poco successo là dove mancano le risate ” (cit.)

La fase di Andrew Carnegie, è applicabile in qualsiasi contesto, personale e professionale. Risate? Certo! Però attento perchè se esageri, la comunicazione diventa artificiosa e risulterà stucchevole. Coinvolgere scegliendo la strada del sorriso è meraviglioso, ma per raggiungere questo obiettivo c’è solo una via: le risate devono essere sincere. Ecco il post di questa settimana sul blog di Artera