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Netcomm Ecommerce Forum: il futuro è social, integrato e liquido

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…ma l’italiano deve cambiare testa!

All’Ecommerce forum, ho partecipato sia al primo grande intervento introduttivo in sala plenaria, sia agli workshop orientati alla comunicazione e ai social in cui la presenza dello studio Boraso con nomi come Claudio Gagliardini hanno veramente fatto la differenza. In questo post di Artera (che era presente con uno stand e ha tenuto un intervento) e in questo storify di Carlo Mazzocco potrete trovare alcuni dati e numeri più precisi. É il terzo anno che partecipo all’e-commerce forum e devo dire che è visibile la crescita costante del mercato. Ciò che si respirava quest’anno era sicuramente l’attenzione al periodo particolare che stiamo affrontando. Seppur in crescita anche il settore ha risentito della crisi. Ciò che però è risultato dai dati è una sorta di grande potenzialità non espressa e causata da una mentalità ostile all’ e-commerce: barriere create dalla diffidenza, dalla paura sulle consegne, dall’insicurezza sul metodo di pagamento creano falsi allarmismi e timore con conseguente brusca frenata del mercato. Un numero su tutti? In UK l’80% delle persone acquista online, in Italia circa il 15% e solo il 5% delle PMI in Italia gestisce e-commerce. Dato negativo, ma che nuovamente ci testimonia il grande margina di crescita che l’Italia potrà avere (se si muove!).

Ciò che è stato evidenziato all’ecommerce forum è che anche sul fronte dei social network c’è veramente ancora molto da fare: se in altri paesi come l’America si sta già parlando di social-commerce e quindi di una spinta concreta dei social percepiti e usati come mezzo e strumento per la vendita di prodotti online, in Italia la situazione è arretrata tanto che alcuni si chiedono ancora se integrare o meno una strategia social al proprio business o ancora, pur avendo dati concreti che testimoniano come ormai gli utenti si connettano da mobile, la percentuale di siti italiani ottimizzati per il mobile è veramente irrisoria. Ciò che è sicuro è che chi vuole avere successo e creare una strategia a supporto del proprio business online non può non considerare il mondo social. Nell’intervento di Claudio Gagliardini si è ragionato sulla possibilità di creare un social network corporate personalizzato per aziende di nicchia: idea concretamente interessante che ti permette di mantenere e preservare i tuoi contatti, di gestirli come vuoi e di non consegnarli nelle mani di altri (così come accade con i social media standard). Ciò che deve essere tenuto presente è che quello che stiamo vivendo noi con i social, così come diceva Claudio, è una palestra di ciò che sarà: con l’avvento dei Google Glass ad esempio l’integrazione sarà completa. Stiamo infatti costruendo quello che sarà il nostro futuro: smart city composte da una società sempre più liquida che partecipa interagisce e la tecnologia ci restituirà ciò che sono le nostre passioni anticipandole. Chi interagisce e interverrà in questo circolo virtuoso avrà sempre più visibilità. Un esempio concreto? Se sei appassionata di borse, hai cercato con motori di ricerca quel particolare modello, indossando i Goolgle Glass, quando arriverai in una città ti segnaleranno che in quel particolare negozio potrai trovare quella borsa che qualche giorno prima avevi cercato online.

Durante l’intervento di Google, che raccontava della tendenza ormai consolidata di forte integrazione instore / online e viceversa, sono stati presentati case history veramente interessanti. Uno tra tutti, uno store in UK che propone i modelli delle proprie scarpe tramite una parete interattiva. Grazie alla tecnologia della realtà aumentata puoi selezionare il modello che desideri “provare” visualizzare le scarpe indossate, muovendoti, girandoti… Col tuo smartphone puoi vivere questa esperienza rendendola social, condividendo subito la tua foto così da chiedere pareri ai tuoi amici. Infine, se decidi di acquistare ma, la scarpa non è disponibile, la ordini in-store e ti viene recapitata gratuitamente a casa.

Ogni volta che esco da questi workshop provo la sensazione di volare, subito sostituita dalla sensazione di “schiantarmi” a terra su una realtà differente. Penso “se presentano questi come case history, significa che sono già stati realizzati… e qui siamo ancora a decidere se è il caso o meno di considerare nuove strategie di comunicazione…”. La mia sensazione è che la crisi per alcuni stia diventando un pericoloso alibi. Evviva quelle aziende e quei manager che percepiscono  che il futuro nasce anche da scelte coraggiose che vanno oltre i nostri percorsi già tracciati! Lo sapete che Google ha appena acquistato un’azienda che produce pale eoliche? Ah no?

Se vogliamo veramente un #futurosemplice forse è il caso di smetterla di lamentarci e iniziare ad agire… meditate gente!
Rosa

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Commenti

  1. avatarClaudio Gagliardini

    Grazie Rosa, troppo gentile. Il futuro è dietro l'angolo, comunque, se non vogliamo che ci sfugga via dobbiamo muoverci in anticipo, stavolta. Soprattutto le aziende!

    1. avatarRosa Giuffrè Autore articolo

      Grazie Claudio! La stima professionale che provo per te è sincera e lo sai! Sì ecco… muoviamoci! Anche io credo, anzi, ne sono certa che la differenza tra chi ancora l'angolo non lo ha girato e chi invece ha già percorso molta strada è proprio questa. Sveglia!! E cambiate testa!!… purtroppo e inesorabilmente chi non lo farà sarà destinato a ristagnare e sinceramente non percepisco per queste aziende un #futurosemplice…anzi. Per le altre…bè lo stanno dimostrando coi fatti e al #schf13 ci sono state molte testimonianze a questo proposito. Il prossimo post sarà proprio su questo tema. A presto! ah… e, mai come in questo momento mi sento di augurarti uno splendido e scintillante #futurosemplice… a due! ;-)

  2. avatarmirco simoncinion

    Si parla di crescita, come se il comparto rispecchiasse l’architettura dell’impresa italiana.
    TUTTI GRIDANO AL SUCCESSO.
    Ma cosa accade davvero?
    L’aumento delle vendite online è frutto dell’aumento degli acquisti presso le multinazionali del commercio elettronico.
    I piccoli e medi imprenditori o non capiscono o non hanno budget per poter guadagnarsi mercato e conversioni…..
    Il tessuto produttivo italiano ne trarrà beneficio o sarà mediato dai grandi ebay e amazon?
    Le grandi aziende italiane che vendono ecommerce fanno ridere, sia come servizi che come qualità……..
    E a sentire i media sembra un nuovo boom economico…….. http://www.ecommerce4you.it

    1. avatarfuturosemplice

      Wow…più che un commento sembra proprio uno sfogo… io credo che di aziende serie che propongono ecommerce ce ne siano… concordo con te quando dici che il tessuto italiano è ancora acerbo e questo perchè molti non vogliono crescere. Non credo che il nostro futuro sia solo con i marketplace anzi… esistono molte realtà italiane che ce la stanno facendo grazie all'ecommerce… beato chi lo capirà in tempo!