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IMG-20120830-WA0016Per la rubrica #vitadafuturosemplice, oggi vi presento un nuovo amico: Carlo. Carlo vive in un piccolo paesino, Quero (guai a non nominarlo altrimenti mi fulmina!), tra Belluno e Treviso. Un background professionale consistente che inizia con il compito di Project e Knowledge Management e passa attraverso una concreta esperienza in strategie di marketing integrato per uno dei maggiori Gruppi italiani del settore mobile-arredo. Oggi Carlo è freelance. Ideatore del blog “Carlo Mazzocco: Il Web Marketing su Misura” (che seguo fedelmente): attraverso il suo blog dispensa generosamente consigli a professionisti della comunicazione e aziende, soprattutto PMI, che cercano di promuovere la propria attività. Con uno stile puntuale, sintetico  concreto, Carlo parla di contenuti come l’analisi e la valorizzazione dei propri punti di forza (benchmarking), l’ascolto delle esigenze dei consumatori, il monitoraggio della propria immagine aziendale sul Web (brand reputation management”, l’utilizzo dei blog aziendali e dei Social Network (Social Media Marketing) fino a toccare contenuti più tecnici come l’ottimizzazione SEO per scalare posizioni nei risultati di ricerca di Google(Search Marketing).

Carlo mi piace, è un professionista “pulito”, non troverete tweet volgari, post urlati o toni irritanti: lui parla della sua esperienza professionale e la condivide con discrezione e direi con molta eleganza. A differenza di altri professionisti riesce ad essere molto discreto sulle sue questioni personali mantenendo quindi alto il focus sui contenuti del blog. Da qui è nata la mia curiosità, volevo conoscerlo un po’ di più e capire alcune sue decisioni. Non so se ci sono riuscita… Sono felice di averlo conosciuto e lo ringrazio di cuore per essere un vero costruttore del #futurosemplice!
Rosa

Ciao Carlo, ma… perchè hai scelto proprio questo lavoro?

Questa è una bella domanda! A dire il vero non si è trattato di una vera e propria scelta “ragionata” ma di un qualcosa che è nato da sé. Mi spiego meglio. Dopo la laurea in Economia volevo approfondire la mia preparazione nel Marketing (il ramo che ho sempre preferito). Proprio a questo scopo ho frequentato un Master di un anno, al quale ho affiancato il mio studio del Web Marketing soprattutto da autodidatta. La mia zona di residenza è il “famigerato” Nord-Est, terra di PMI molto produttive ma con una cronica mancanza nel saper promuovere il proprio prodotto (soprattutto all’estero). Soprattutto in questo momento di crisi economica, anche se sembra contro intuitivo, esse hanno bisogno di farsi promozione per emergere sul mercato, sia offline che online: io cerco di dare il mio modesto contributo a tal scopo.

I tuoi post sono sempre molto precisi e ricchi di contenuti, io personalmente imparo sempre tanto e ti ringrazio: cosa ti porta a condividere info che fanno parte del tuo bagaglio professionale personale?

Grazie a te per seguirmi con tanto interesse! Sono convintissimo di una cosa: la conoscenza non va tenuta nel cassetto ma va condivisa! Un tempo si credeva che il possedere informazioni e conoscenze da cui la maggior parte delle persone sono escluse (la filosofia cara alle vecchie corporazioni) fosse simbolo di status e di maggior “potere contrattuale” verso i clienti. In parte è ancora così, ma il paradigma sta per cambiare. La società “liquida” di oggi, l’avvento dei social network, tutto spinge verso la condivisione dei contenuti. E più condividi materiale di utilità per una specifica nicchia, più accresci la tua reputazione e più il tuo messaggio viene ulteriormente condiviso. Ciò porta ad ottenere contatti che non ti saresti minimamente atteso prima. É uno scambio win-win.

futurosemplice

“la società è “liquida”… la conoscenza non va tenuta nel cassetto… questo ti porta a contatti che non ti saresti mai immaginato… è uno scambio win-win”

Non tutto è oro ciò che luccica: vai con tre difetti e tre pregi che riscontri tra i professionisti della comunicazione (me compresa!)

Non credo stia a me parlare dei pregi miei e dei miei colleghi ma darò la mia opinione sui professionisti del settore per quel che riguarda i difetti. L’utilizzo eccessivo di terminologia “tecnica”, soprattutto in inglese: la maggior parte delle aziende non sa minimamente cosa voglia dire “SEO” oppure “CTR”. Bisogna parlare in maniera semplice. Ovvero #parlaresemplice? Il dare preponderanza agli strumenti invece che alla strategia. Molti propongono la pagina aziendale di Facebook a prescindere, senza capire prima quali siano i veri obiettivi dell’azienda sul medio periodo (aumentare la visibilità del marchio, trovare nuovi contatti, ecc.). Prima gli obiettivi e la strategia, poi gli strumenti e la tattica! La poca flessibilità. Molti propongono “pacchetti” preconfezionati di servizi che rivendono indistintamente a questa o a quell’azienda. Ognuna invece ha le sue particolari caratteristiche e necessità. Cerco sempre di ricordarmi questo quando parlo con le aziende. Il mio blog, poi, si intitola “Il Web Marketing su misura” anche per questo motivo

Perché secondo te è così difficile far capire alle PMI che i Social e più in generale la web communication è concretamente una opportunità per uscire dalla crisi?

È difficile soprattutto perché non ne hanno (quasi) mai avuto bisogno fino ad ora e perché non sono sufficientemente strutturate per poterli prendere in mano e utilizzarli come si deve. Prima della crisi la maggior parte delle PMI non si è mai preoccupata di promuovere la propria immagine perché il lavoro c’era, ed era tanto. Ma era spesso vincolato a pochi grandi clienti e basato su un semplice vantaggio di prezzo, piuttosto che di differenziazione. Venuto meno questo presupposto, molte aziende hanno capito che devono trovarsi da sole nuovi clienti, ma spesso non hanno gli strumenti (né teorici, né di competenza pratica) per poterlo fare. La cosa più difficile è riuscire a modificare la forma mentis degli imprenditori: occorre spostare un po’ il focus dal solo processo produttivo (scelta dei fornitori, contenimento dei costi, ecc.) e incorporare anche tutto quello che serve per vendere il prodotto. I social media e il web marketing in generale possono dare una grande mano.

Decisione drastica: eliminare tutti i social media… tranne uno. Quale? E Perché?

Non ho dubbi, salvo Twitter. Twitter ha molti punti di forza: è rapido da consultare, è facile da usare anche in mobilità, vi trovi notizie da tutto il mondo in tempo reale, è un ottimo strumento per il customer care e per intercettare nuovi potenziali clienti attraverso attività di content marketing.

"...ognuno deve scegliere uno stile di comunicazione nel quale si rispecchia ... credo che il mio pubblico voglia avere un’informazione approfondita e di qualità"

“…ognuno deve scegliere uno stile di comunicazione nel quale si rispecchia … credo che il mio pubblico voglia avere un’informazione approfondita e di qualità”

Dal tuo blog traspare molta serietà e professionalità e a me questo piace. Invece pare che sui social ripaghi di più avere un approccio che io definirei “cazzaro” fatto di ironia e che, a volte, lascia poco spazio a contenuti veri. Tu che ne pensi?

Sono d’accordo. Molti blogger hanno un seguito perché, pur essendo anche ottimi professionisti, hanno un approccio “leggero” alla comunicazione. Non ritengo che questo sia un difetto, ma credo sia una semplice e condivisibile scelta di stile. È proprio questo il punto: ognuno deve scegliere uno stile di comunicazione nel quale si rispecchia e che sia utile per andare incontro alle necessità del pubblico al quale vuole rivolgersi. Proprio per questo io tendo a rimanere più sul “serioso” perché credo che il mio pubblico voglia avere un’informazione approfondita e di qualità, senza tanti fronzoli o giri di parole.

Ma parliamo di te! Com’è Carlo nella quotidianità? Quali sono i tuoi interessi?

Credo di vivere una quotidianità normalissima. Le mie principali passioni sportive sono la lettura, il rugby e il tennis (che purtroppo non riesco più a praticare come vorrei). Oltre a queste, sono anche un appassionato videogiocatore da ormai più di 15 anni e ricordo con nostalgia le giornate passate con gli amici e il Commodore 64! Sono anche un appassionato di Giappone, non solo del cibo ma anche della storia e della sua cultura millenaria. Per me sarebbe il luogo ideale dove andare a vivere, ma ho avuto modo di visitarlo solo per 15 giorni nel 2000. Un’esperienza indimenticabile che consiglio a tutti.

Vuoi raccontarmi un segreto?

Ok, ma te lo scrivo in un messaggio privato, altrimenti che segreto è?! 😉

Ti ho scelto per #vitadafuturosemplice perché vedo in te valori di impegno e dedizione che molti dicono non esistere più. Ma per te cosa significa vivere da #futurosemplice?

Vivere da #futurosemplice per me significa prima di tutto rispettare il lavoro proprio e quello altrui, ma assicurarsi di non farlo diventare preponderante rispetto al resto della propria vita.
Molto spesso, purtroppo, i freelance tendono a sovrapporre l’orario di lavoro con quello da dedicare alla propria famiglia e agli affetti, perché non c’è un cartellino da timbrare e un orario fisso da rispettare. Ciò è da evitare perché porta in ogni caso a un calo di produttività, il quale innesca un aumento di tensione nella vita privata, che porta a un ulteriore calo di concentrazione e produttività. Diventa un circolo vizioso! Vivere da #futurosemplice significa quindi “saper programmare” i propri tempi con cura, per vivere meglio.

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