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Il 18 giugno è il mio compleanno (oltre che essere il compleanno di #Futurosemplice) e la casualità ha voluto che proprio ieri sia finalmente entrata in vigore la Legge contro il cyberbullismo n°71, approvata il 29 maggio 2017: Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo‘. (17G00085) (GU Serie Generale n.127 del 03-06-2017).

Un fenomeno ampio (troppo) che non solo coinvolge i ragazzi: una legge contro il cyberbullismo basterà?

Il tema è certamente ‘caldo’, l’attenzione più o meno superficiale dei media è costante, l’allarmismo pare a volte esagerato o, al contrario in molte situazioni l’attenzione all’argomento è scarsa. In questi casi si rischia, a mio avviso, di fare grandi scivolate, quando cioè ci si fa trasportare da una visione generale e generalizzata senza davvero comprendere di cosa si sta davvero parlando.
Mi rivolgo, ovviamente, agli adulti:

  • Chi conosce davvero il cyberbullismo e, ancora prima, il fenomeno del bullismo?
  • Hai mai riflettuto sul fatto che sia un fenomeno globale che non coinvolge solo i ragazzi, ma spesso anche gli adulti? Ti sei mai chiesto perché?
  • Tu che usi quotidianamente i social, il web per diletto, lavoro, hobby, per relazionarti con gli altri, conosci e ti sai tutelare dagli altri cyber crime? Oltre al cyberbullismo infatti esistono il cyberstalkig, il sexting,il  grooming, il phishing… un elenco che già la Convenzione di Budapest del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica del 23.11.2001 aveva indicato.
  • Sei un genitore di un adolescente che ha già compiuto 14 anni? Oltre ad informarti sulla nuova Legge contro il cyberbullismo, conosci le conseguenze penali alle violazioni con riferimento al bullismo (prima ancora che diventi cyberbullismo) che già il nostro codice applica come: percosse Art. 581c.p., lesione personale Art. 582c.p., ingiuria Art. 594 c.p., diffamazione Art. 595 c.p., violenza private Art. 610 c.p., minaccia Art. 612 c.p., danneggiamento Art. 635 c.p…

Perché ti faccio tutte queste domande? Perché leggendo i punti salienti della nuova Legge contro il cyberbullismo, e pur riconoscendo un grande passo avanti rispetto al codice di autoregolamentazione del MISE redatto nel 2014credo ci siano grandi temi sottintesi da parte di chi ha stilato il testo. In un certo senso, la mia percezione è come se sulla carta si volesse fare un salto (auspicabile, intendiamoci!), ma per il quale non siamo certamente pronti.

Ignoranza digitale, ritardo tecnologico e denunce: davvero sarà così ‘semplice’ applicare questa legge?

In estrema sintesi la Legge , il cui testo completo puoi leggerlo sulla Gazzetta seguendo il primo link indicato  prima, prevede queste attività:

  1. La Legge innanzitutto prevede che il minore (14 anni compiuti) in caso stia subendo cyberbullismo può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet di riferimento o della piattaforma social un’istanza per oscurare, bloccare o rimuovere i contenuti diffusi. Se entro 24 il gestore non provvede, ci si potrà rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali, che rimuoverà i contenuti entro 48 ore.
  2. È nato il tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo che entro sessanta giorni stilerà un piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo si occuperà di campagne di comunicazione relazionando periodicamente anche il parlamento.
  3. Entro 18 settembre, con l’inizio del nuovo anno, il MIUR adotta delle linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole, con la collaborazione di Polizia postale.
  4. Ogni scuola dovrà indicare tra i docenti un referente sul tema che collaborerà con associazioni e Polizia Postale.
  5. Nel triennio 2017-2019 sarà proposta anche la formazione del personale scolastico sul tema coinvolgendo studenti e di ex studenti in attività.
  6. I servizi nel territorio, promuoveranno attività per rieducare i minori autori di cyberbullismo (anche con lavori di pubblica utilità sociale).
  7. Il dirigente scolastico è chiamato a comunicare subito ai genitori dei minori coinvolti  in situazioni irregolari applicando rigide sanzioni disciplinari, rispetto alla gravità di quello che hanno compiuto.
  8. Per i minori autori di atti di cyberbullismo fra i 14 e i 18 anni, se non c’è denuncia per reato, scatta l’ammonimento: il questore convoca il minore insieme ad almeno un genitore.

I miei dubbi nascono essenzialmente dall’esperienza quotidiana nell’ambiente social sul campo oltre che dall’esperienza diretta in corsi di formazione con adulti, o nelle scuole.

  • Mai provato a richiedere la rimozione di un post offensivo? Spesso i contenuti diventano virali (l’esempio estremo di Tiziana Cantone lo dimostra): in questo caso come avverrà questa rimozione? Le leggi sul diritto all’oblio esistono già eppure non è così semplice applicarle…
  • Il testo, nonostante al punto 5 si parli di formazione, non considera quella che a mio avviso è una grande emergenza, quella dell’ignoranza digitale (intesa come situazione di ‘colui che ignora’) di molti adulti, genitori, insegnanti, educatori sui temi tecnologici, di comunicazione, sui social e nel web. Chi tra gli insegnanti si prenderà questa responsabilità? Quanti Dirigenti colastici sono già ‘sul pezzo’? Come si procederà a dare indicazioni o a coinvolgerli oltre le normali mansioni che affrontano per l’insegnamento della propria materia? I genitori faticano ad abitare il mondo dei social, come possono attivarsi per essere vigili? Gli adulti che secondo la Legge contro il cyberbullismo hanno più responsabilità e che dovrebbero intervenire, spesso non si sanno muovere nell’ambiente social o digitale: l’ignoranza digitale è diffusa  e la Legge, così come scritta, demanda compiti e responsabilità a persone che oggi faticano spesso a ‘tenere il passo’.
  • Si parla infine di coinvolgimento di associazioni e istituti esterni che dovrebbero supportare le scuole e le persone comprese le vittime di bullismo o i fautori. Parliamo delle stesse scuole che non hanno soldi per finanziare questi progetti (potrei farvi un elenco di progetti nati e mai conclusi per la mancanza di fondi)? Le stesse in cui ci sono gruppi di genitori che cercano da tempo di organizzare corsi, ma che non riescono per burocrazia, resistenze? Chi e come saranno coinvolti i professionisti che dovranno fare formazione agli adulti? Come saranno pagati? Come si intendono attivare tutte queste belle iniziative sui ragazzi? A Como, già due anni fa durante una trasmissione televisiva nella quale sono stata invitata, il Dott. Nicola Pagani della Polizia Postale dichiarava che per mancanza di fondi, probabilmente il loro ufficio sarebbe stato ulteriormente ridotto e rischiava la chiusura nonostante il grande lavoro che quotidianamente compiono.

Bella la nuova legge contro il cyberbullismo: ma sull’ignoranza digitale come ci muoviamo?

L’ABC delle strategie per la comunicazione o del marketing ti  insegna ad affrontare sempre le classiche 5 domande. chi, cosa, come, quando e perché?
Certamente sul perché sia necessaria una regolamentazione di dubbi non ce ne sono. Mancano però una serie di risposte, ancora troppe sul chi si occuperà concretamente del tema? Cosa farà? Come con che modalità? Quando?
Certo, saranno step che si affronteranno man mano partendo dal testo della Legge, lo stesso che indica chiaramente date che sembrano forse premature.

Ammetto che questo sia un post un po’ polemico, ma davvero credo che sia arrivato il momento di smettere di fare solo teoria per pubblicare un contenuto ‘acchiappa click’ o che faccia tendenza in Rete iniziando a essere concreti, seri, partendo dall’ABC: la formazione di ogni attore coinvolto.

 

Ph cover: Shutterstock

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